Recensione
Elisabetta Cremaschi, www.gavrocheblogspot.com, 15/12/2011

L'Avvento dei libri 15

Dopo quarant'anni da quell'esordio, esce nella collana «Saggi. Arti e lettere» dell'editore Donzelli, una nuova edizione arricchita di una nuovo saggio introduttivo dove Antonio Faeti riflette sulla genesi del pensiero che lo portò a scrivere il libro, sugli esiti a cui ha portato l'essere considerato l'insuperato scopritore del mondo dei «figurinai» e sul significato che ha oggi proporre un'ermeneutica di un momento di fulgore iconografico fondamentale per l'interpretazione del nostro carattere nazionale e per l'identificazione dei contorni della nostra formazione identitaria.

Quando, vide la luce la prima edizione del suo libro, nessuno aveva ancora avviato una riflessione sul valore iconografico della nostra tradizione.

Guardavo la parete, era il lunedì di Pasqua del 1968, ero più o meno preparato nella «storia» concorsuale e accademica di quei libri, ma non pensavo a una nuova «storia», neppure a un libro realizzato con criteri del tutto diversi nei confronti di quelli a me noti. Avevo ben altro in mente, e di questo "altro" è colmo Guardare le figure, che non è, assolutamente, né una storia della letteratura per l'infanzia, né una storia delle illustrazioni per bambini. Che cosa penso che sia, allora, mentre oso riproporlo, ben quarantatrè anni dopo la sua ideazione? È un trattato di sociologia dell'Immaginario che prende a pretesto i libri per i bambini, ma guarda ai sogni collettivi, indaga sulle mentalità, cerca di frugare nelle cantine in cui, nel 1968, non era ancora entrato nessuno. Antonio Faeti, "Quaranta anni dopo" in Guardare le figure, Donzelli Editore, 2011 p. XVIII

Questa nuova edizione dedicata dall'autore "Alla memoria di Carlo Chiostri, figurinaio fiorentino", quasi a ribadire l'importanza che quella Spoon River sulla riva dell'Arno ha rivestito nel farsi della storia dell'illustrazione italiana, è quindi l'occasione per riaprire il ragionamento, per rifare il punto sugli studi fatti in questa direzione.