Recensione
Fiorella Iannucci, Il Messaggero, 03/11/2011

Radunsky, abiti di animali immaginari

Non è il coniglio bianco di Alice, ma due conigli-sarti boliviani, Juan-Rafael e suo nonno Carmine, bottoni al posto degli occhi, ad accogliere il visitatore nell’Atelier del Palazzo delle Esposizioni, spalancando le porte ad un altro Paese delle meraviglie, morbido ed elegantissimo. Del resto, già il titolo della mostra è una promessa di felicità:”Vestiario/Bestiario. Abiti per animali dalla collezione di Vladimir Radunsky”. Proprio così. Vestiti veri di animali immaginari , custoditi come reliquie in grandi teche di vetro. Ci sono gli enormi pantaloni da equitazione di una cavalla audace, la cravatta lunga cinque metri di una giraffa innamorata, l’abito da sposa in pizzo bianco e seta di Anaconda, i copricoda di tigri rugbiste, le eleganti livree e i minuscoli colbacchi di astrakan dei piccioni dell’Hotel Ritz di Parigi. E molto altro ancora. C’è davvero da perdere la testa di fronte a questi abiti di alta sartoria , realizzati con le stoffe e i materiali più preziosi. Una collezione impossibile che Radunsky ha accresciuto negli anni e che espone ora, invitandoci a ripassare in fretta quella grammatica della fantasia che, per fortuna, non si dimentica mai del tutto. Nato a Mosca, vissuto per anni a New York, Radunsky divide il suo tempo tra Roma e la Grande Mela. Negli Usa ha pubblicato oltre trenta libri per ragazzi. La mostra romana ha generato anche un albo omonimo edito da Donzelli (“Vestiario/Bestiario” con una nota del ballerino Mikhail Baryshnikov: verrà presentato oggi alle 18,30 dall’artista durante l’inaugurazione della mostra, aperta fino all’8 gennaio, ingesso libero) che racconta la storia di questo prezioso guardaroba. Ci tiene, Radunsky, a tenere incerto il confine tra realtà e finzione, catapultandoci nell’abbottonata e favolosa arca di un sognatore impenitente.

Come è nata l’idea della mostra?

“L’interesse per i vestiti degli animali risale alla mia infanzia. Un giorno andai allo zoo. Rimasi sbalordito: abituato a vedere gli animali così splendidamente vestiti nei miei libri preferiti, non mi aspettavo di trovarli “nudi”. Per tutta la vita ho ammirato le illustrazioni di Grandville, Beatrix Potter, Jean de Brunhoff, e di molti altri artisti che hanno dipinto mode e stili degli abiti degli animali del passato. Sono convinto che il mondo incantato in cui gli animali ben vestiti conversano tra di loro esiste davvero. La mia collezione ne è la prova”.

I suoi animali immaginari non appaiono meno favolosi di Babar, unico personaggio celebre citato. Che fine ha fatto il gatto con gli stivali?

“Temo che lei mi abbia frainteso . Io non ho scelto gli animali i cui abiti appaiono in mostra. Il libro accoglie appunti e disegni sui miei diversi incontri con animali fantastici. Alcuni di loro - come Babar, il Re degli Elefanti, e il cugino Arturo – sono celebri in tutto il mondo. Qui si potrà incontrare anche la giraffa Chuck, che non è famosa come Babar, ma il cui appassionato amore per una bellissima giraffa femmina può essere paragonato solo a quello di Dante per Beatrice. Quanto al Gatto con gli stivali, non ho mai avuto la buona sorte di incontrarlo, altrimenti avrei senz’altro scritto qualcosa su di lui e aggiunto qualcuno dei suoi vestiti alla mia collezione”.

Lei ha scritto e illustrato molti libri per ragazzi. In Italia ne sono uscito solo due…

“E’ vero. Ma due libri non sono poco, speciose i due coautori sono Mark Twain (“Consigli alle bambine”, Donzelli) e Joseph Brodsky (“Discovery” di Mondatori)”.

I suoi abiti sono elegantissimi ed estrosi. Ama più gli animali o la moda?

“Ammiro molto gli animali ben vestiti. E anche la gente ben vestita”.

Che reazione si aspetta da coloro che visiteranno la sua mostra?

“Interesse e ammirazione, spero”.