Recensione
Mario Bonanno, www.sololibri.net, 28/10/2011

Diverte, informa, chiarisce, qua e là stupisce

Dalla tv pedagogica degli anni del boom a quella patologica (ignorante, vacua, sentimentalmente pornografica) degli “anni di niente” attuali. Specchio dei tempi o veicolo di induzione agli usi e costumi della gente (l’ambascia era già di Marshall Mc Luhan), la televisione resta il grandangolo ottimale per un’analisi sul “sentire” (sul “guardare”) degli italiani, che cambia col cambiare della società (e, in parallelo, dei palinsesti televisivi). “Occhi di maschio. Le donne e la televisione in Italia” (Donzelli, 2011) è il tentativo - inedito - di riannodare i fili storici dell’emittenza televisiva, re-inquadrandoli dall’ottica degli sconfitti (leggi sopravviventi all’epidemia di cattivo gusto); in primis di quel sesso debole (?) che - attraverso gli schermi delle nostre televisioni - risulta sempre e comunque “oggetto” di desiderio del maschio italiano. Stando a quanto restituito dalle telecamere, una donna-bambola, succube, muta e tridimensionale (seno-cosce-sedere), paradigma dello scadere sessista e ginecologico del mezzo televisivo (quale altro interesse maschile, tolto il trinomio auto-donne-motori?).

Daniela Brancati conosce il quarto potere della tele-informazione “da dentro” (è giornalista professionista) e ne scrive dunque con cognizione di causa, consustanziando la sua scrittura di aneddoti, ricordi, spunti, riflessioni, cui sommare il valore aggiunto delle testimonianze dirette (vedi intervista a Lorenza Lei, prima donna direttore generale della Rai). Ne scaturisce un saggio trasversale, sapido, ironico, intelligente: una carrellata di storie e personaggi (da Bongiorno alla Carrà, da Bernabei a Ricci all’ex “sua emittenza” Berlusconi), una storia diacronica di costume e televisiva insieme, che muove dal semi-pionierismo della tv in bianco e nero anni Cinquanta, taglia il boom economico, i Settanta delle radio libere, gli Ottanta di “Colpo Grosso” e di “Drive in”, il vuoto a perdere degli anni Novanta, e approda a un’attualità in cui l’aggressione al corpo delle donne si fa sempre più sfacciata e virulenta. Come ha ben individuato Franco Cordini, nella sua prefazione al volume, un libro poliglotta, che

“diverte, informa, chiarisce, qua e là stupisce. Daniela Brancati ci ha offerto una vera e propria storia della società italiana attraverso la Rai”. A corredo di cotanta trattazione, un ampio e utile dizionario biografico delle donne che hanno scritto e fatto (anche loro, sissignori) la tv made in Italy e una cronologia comparata sul Paese com’era e com’è diventato, grazie anche alla benedizione e alla “complicità” catodica.