Recensione
Laura Laurenzi, La Repubblica, 15/10/2011

Storie e vizi della Tv spiegati da una donna

Ecco per la prima volta un libro che racconta la storia della nostra televisione dal punto di vista dei perdenti e degli offesi, cioè delle persone di buon gusto e di buon senso, ma soprattutto delle donne. Tutte. L'impresa è titanica e porta la firma di una giornalista di vaglia, primo direttore donna di un tg, Daniela Brancati, la quale arricchisce l'epopea delle conquiste (poche) che può vantare l'altra metà del cielo nel claustrofobico e sessista universo televisivo con notizie inedite, testimonianze di primissima mano e interviste di livello, come quella, conclusiva, a Lorenza Lei. “Occhi di maschio” racconta e dimostra quanto la tv italiana sia dominata dallo sguardo maschile. La storia è doppia e articolata: da una parte l'insidiosa, difficilissima ascesa delle poche e fortunate signore che ce l'hanno fatta, che hanno potere, comandano, decidono, e dall'altra lo squallido specchio di come si “evolve” l'immagine della donna, meglio se nuda, cretina, obbediente e a quattro zampe sotto il vetro di un tavolo: sono come tu mi vuoi. Niente da fare, la tv nasce maschio. Agli albori, a una delle prime funzionarie Rai, Marina Magaldi, il direttore generale Guala (che si sarebbe presto fatto padre trappista) tentò in tutti modi di imporre il grembiule nero. Ci sono tutti – o meglio tutte – dentro: le ballerine degli scandali, Alba Arnova, le Kessler, e la Carrà del Tuca-tuca. C'è la Sampò insultata in pubblico perché andò in onda in pantaloni e Virna Lisi a Carosello, che con quella bocca può dire ciò che vuole: ornamentale ma incapace di stare al mondo. Solo stereotipi: Olivella e Svanitella. C'è Paola Penni prima valletta parlante della storia ma anche Liliana Cavani con i suoi documentari sull'ultima guerra: entrambe a loro modo preparano il nuovo. La riforma e i talk show, Processo per stupro e la lottizzazione, le giornaliste troppo spesso confinate alle soft news e il “Triumvirago”. Si arriva in un baleno alle ragazze Coccodè e alle ragazze Fast Food da consumare in fretta. Terribili – altro che formidabili – quegli anni. In coda un utile dizionario biografico con le 800 donne che hanno fatto la storia della nostra tv.