Recensione
Redazione, Il Segnalibro n. 176, 01/09/2011

La mitica New York secondo Irving

C’era una volta Cristovallo Colon, “volgarmente detto Colombo”. C’era una volta una meravigliosa arca che dall’Olanda approdò in una baia incontaminata oltreoceano per fondare Nuova Amsterdam. C’erano una volta gli Indiani, “molto propensi ai lunghi discorsi, e gli olandesi ai lunghi silenzi: dunque perfetti gli uni per gli altri”. E poi Walter il Dubbioso, William il Bizzoso, Peter Testadura, i primi tre gloriosi governatori della provincia. Erano i tempi in cui imperversavano le faide, come quella scoppiata tra i Dieci Brahe e i Braca Tosta, novelli Montecchi e Capuleti, per decidere l’assetto urbanistico della futura New York: una città di canali, come Amsterdam e Venezia, o un insediamento su palafitte? Tempi in cui le donne più ambite erano quelle più in carne, e con un bel numero di sottane addosso, purché corte; e gli uomini non facevano altro che fumare pipe e ingozzarsi di ciambelle fritte. E’ la vera storia della New York delle origini, quella narrata in queste pagine, o una bella favola? O forse una gigantesca burla, in cui un giovanissimo Washington Irving sotto mentite spoglie, attraverso le strambe abitudini dei progenitori olandesi, intende colpire i vizi dei newyorkesi a lui contemporanei? Dietro la maschera di Dietrich Knickerbocker – sedicente storico di origini olandesi misteriosamente scomparso e di cui rimane solo un manoscritto - , Irving offre un resoconto semiserio delle vicende della leggendaria Nuova Amsterdam. In una girandola di citazioni vere e di altre inventate di sana pianta , in un vortice di personaggi del tutto verosimili e di altri assolutamente improbabili, in un guazzabuglio di fatti realmente accaduti e pure creazioni della fantasia, uno dei più grandi scrittori american ci conduce in un viaggio nel tempo alle origini mitiche della città. Il libro riscuote subito uno strepitoso successo , su entrambe le sponde dell’Atlantico, al punto che, nato per scherzo, Knickerbocker si trasforma presto in un simbolo inossidabile : dalla birra alle compagnie di trasporti, il nome del saccente narratore è diventato l’etichetta di un’infinita gamma di prodotti autenticamente newyorkesi. Fino a incarnare lo stesso newyorkese DOC, che nella storia raccontata da Irving - talmente falsa da risultare vera – riconosce il luogo fondativi dell’identità americana.