Recensione
Redazione, Il Segnalibro, 01/09/2011

Luoghi nel passato lontano

Contrariamente a quanto si crede, i luoghi non sono contenitori inerti di legami e sentimenti. Sono costruzioni sociali e culturali frutto di una produzione continua da parte dei loro abitanti. La località è un ambito territoriale di pratiche condivise - modi di fare, di lavorare, di scambiare - che creano dei diritti. Il loro godimento sta alla base di ciò che chiamiamo appartenenza, mentre la loro messa in discussionecausa conflitti e dispute che rappresentano le fonti storiche principali per lo studio dei luoghi. Il libro esamina una successione di casi giudiziari relativi all'Italia nord-occidentale e a un tempo compreso tra il XVI secolo e i giorni nostri. Lo fa a partire dall'analisi di episodi di negoziazione dello spazio: tentativi diversi di ritagliare ambiti di relazioni e di diritti - luoghi - nell'insieme fluido e fragile delle relazioni interpersonali. Si tratta di un processo capillare, spesso quasi impercettibile, di costruzione degli spazi , di creazione dei luoghi, che affonda le sue radici nel passato anche lontano, ma al quale assistiamo ancora oggi quotidianamente: un processo che non smette di interrogarci ( e anche di inquietarci). La verità è che non si vive nel mondo in generale: ma questo mondo generale lo si costruisce attraverso una somma di diffusi processi di frammentazione, che il presente volume, con gli strumenti dell'analisi storica, porta sorprendentemente alla luce.