Recensione
Redazione, Il Segnalibro, 01/09/2011

Le poesie degli italiani

E' un dato acquisito e condiviso, anche quando le polemiche sull'Unità d'Italia si fanno più intense e nervose:nel processo di formazione dell'identittà nazionale il contributo più importante e decisivo è stato quello degli scrittori. Non solo perchè la lingua letteraria era già da secoli l'unico terreno comune tra i ceti dirigenti e gli intellettuali delle diverse entità statali presenti nella penisola, ma soprattutto perchè fu la letteratura a fornire ai giovani che si facevano patrioti, cospiratori e militanti le parole d'ordine fondamentali del loro riconoscersi fratelli. Fu la letteratura, in fin dei conti, a elaborare il racconto della storia nazionale , il suo stesso senso identitario. E furono le poesie a dare voce al desiderio di riscatto e al grido di battaglia. Tante poesie: di scrittori tra i massimi della nostra storia letteraria ( da Monti a Foscolo, da Leopardi a Manzoni) e di autori oggi meno noti, ma non per questo meno significativi ( da Niccolini a Berchet, da Poerio a Mameli).Poesie febbrilmente scritte e febbrilmente lette, imparate a memoria, scandite ad alta voce. Poesie che si sovrapposero e mescolarono ai tanti inni di battaglia del Risorgimento; le une e gli altri vivi e attuali ancora nella guerra del 1915-18. Una vera e propria "colonna sonora" del Risorgimento, parallela a quella del melodramma, con i suoi cori e le sue arie, che ha accompagnato l'intero percorso della storia italiana, fino alla Repubblica e oltre. Variamente riutilizzati e manipolati, questi testi sono stati a lungo presenti nei programmi scolastici, dalle elementari al liceo, come strumento di formazione identitaria del giovane italiano: quando le poesie si imparavano ancora a memoria. Amedeo Quondam ne raccoglie e presenta qui una ricca selezione, corredata degli strumenti essenziali per il lettore: un breve ma denso commento introduttivo e una parafrasi nella nostra lingua d'oggi.