Recensione
Giovanni Vacca, www.blow Up.it, 01/07/2011

I tenori e Lucio Dalla

“Caruso è la nostra storia: l’eredità della romanza, dell’aria d’opera, ma anche della canzone napoletana”. Così si apre, cercando di riassumere in poche parole il mistero dell’incredibile successo di questa canzone, Caruso Lucio Dalla e Sorrento: il rock e i tenori, di Melisanda Massei Autunnali. Caruso, scritta Lucio Dalla nel 1986, è infatti una delle canzoni italiane più note al mondo: partita come inedito in un doppio album dal vivo, e inserita quasi controvoglia dalla casa discografica per il suo apparante scarso potenziale commerciale, si è rivelata nel tempo un vero best seller capace di vendere un’infinità di copie (quasi quaranta milioni) grazie anche al fatto di essere stata interpretata da numerosi artisti celebri come Celine Dion, Ute Lemper, Mercedes Sosa, Teresa Salgueiro, Mina, Roberto Murolo ma soprattutto autentiche macchine commerciali come Luciano Pavarotti Julio Iglesias Andrea Bocelli. Il libro ricostruisce la storia di questa canzone inserendola nell’Italia di quegli anni e soprattutto della musica che in quegli anni era predominante: era quello il periodo della massima egemonia del techno-pop , e l’autrice ricorda anche come la radio evitassero accuratamente di trasmetterla perché troppo contrastante con le canzoni allora in voga. Eppure, nel tempo, Caruso sbancò , sovvertendo ogni previsione e diventando un ‘classico’ : essa diede alla platea mondiale , come nota l’autrice, “quello che la platea mondiale si aspettava dall’Italia”, patria del bel canto e terra d’origine del più famoso tenore della storia. La canzone segnò profondamente anche la carriera di Dalla, che da allora in poi si interessò sempre di più alla lirica, firmando anni dopo , anche la regia di una sua versione di Tosca di Puccini ( Tosca, amore disperato, nel 2003). Ma Caruso è anche testo, un testo che reinvesta fantasticamente gli ultimi momenti di vita del grande artista napoletano che soggiornò in un albergo di Sorrento dove Dalla capitò ed ebbe l’ispirazione: un testo che, senza dubbio, ha contribuito ( anche per l’indovinata citazione di un verso di una celebre canzone napoletana) alla riuscita della canzone. Il libro non manca , ovviamente, di ripercorrere sommariamente le varie fasi della carriera del cantautore bolognese che nel suo percorso che ha attraversato il jazz e la musica di ricerca ( i vecchi dischi firmati con il poeta Roberto Roversi) per attraversare un periodo propriamente ‘cantautoriale’ ( Com’è profondo il mare, per esempio, del 1977) giungendo all’approdo nazional- popolare degli ultimi venti anni che, in realtà, ben poco ha aggiunto ( salvo proprio Caruso) alla storia della canzone del nostro paese.. In appendice una rassegna con la biografia di alcuni tra i principali tenori italiani come, oltre a Caruso, Italo Campanili, Beniamino Gigli, Tito Schipa, ed altri)