Recensione
Biancaluna Molinari, www.viaggivacanze.info, 01/09/2011

Viaggi

Washington Irving nacque in a New York nel 1783, iniziò gli studi giuridici ma ben presto si dedicò all’attività letteraria. E per fortuna, diciamo noi, visto che oggi è ricordato e riconosciuto come il primo scrittore americano di fama internazionale. Autore di racconti, saggista, poeta e giornalista, di lui oggi, grazie a Donzelli Editore possiamo apprezzare C’era una volta New York (25€), titolo originale A History of New York from the Beginning of the World to the End of the Dutch Dynasty, “uno spassoso racconto della fondazione olandese di Nuova Amsterdam, delle sorti dei cittadini e dei governatori di quella prima colonia americana. Il tono è quello di una saga farsesca, in cui l’autore si diverte in più occasioni a depistare la trama (e i lettori) con improbabili citazioni e dotte note la cui funzione sembra invece essere quella di sorreggere la sua umile cronaca di scaramucce coloniali con l’ausilio delle auctoritas del passato”. C’era una volta Cristovallo Colon, “volgarmente detto Colombo”. C’era una volta una meravigliosa arca che dall’Olanda approdò in una baia incontaminata oltreoceano per fondare Nuova Amsterdam. C’erano una volta gli Indiani, “molto propensi ai lunghi discorsi, e gli olandesi ai lunghi silenzi; dunque perfetti gli uni per gli altri”. Erano tempi in cui imperversavano le faide, come quella scoppiata tra i Dieci Brache e i Braca Tosta, novelli Montecchi e Capuleti, per decidere l’assetto urbanistico della futura New York: una città di canali, come Amsterdam e Venezia, o un insediamento su palafitte? È la vera storia della New York delle origini, quella narrata in queste pagine, o una bella favola? O forse una gigantesca burla, in cui un giovanissimo Washington Irving sotto mentite spoglie, attraverso le strambe abitudini dei progenitori olandesi, intende colpire i vizi dei newyorchesi a lui contemporanei? Dietro la maschera di Diedrich Knickerbocker – sedicente storico di origini olandesi misteriosamente scomparso e di cui rimane solo un manoscritto –, Irving offre un resoconto semiserio delle vicende della leggendaria Nuova Amsterdam. In un vortice di personaggi del tutto verosimili e di altri assolutamente improbabili, in un guazzabuglio di fatti realmente accaduti e pure creazioni della fantasia, ci conduce in un viaggio nel tempo alle origini mitiche della città.