Recensione
Rinaldo Rinaldi, L'Indice, 01/08/2011

Una lettura problematica del Risorgimento

I dodici profili che compongono questo volume offrono “una lettura problematica del Risorgimento e della sua cultura, lontana dall’intento esclusivamente celebrativo e dalla visione teleologica che ha accompagnato le interpretazioni del periodo fin dagli anni postunitari”. Scrivere le “vite” di alcuni protagonisti del nostro Ottocento non significa allora , semplicemente, ricostruire delle biografie, bensì misurare il valore morale o “civile” appunto di alcune esperienze dove la “dimensione culturale” si intreccia sempre con le peripezie del “processo storico” e con le “molteplici passioni” dell’esistenza. Scrivere queste “vite” , progettarne la serie, non è insomma un gesto erudito, ma una scelta profondamente ispirata all’antico modello plutarchiano . La rassegna, con programmatica interdisciplinarietà, presenta come “ambienti” o “icone” del Risorgimento cinque letterati (Foscolo, Manzoni, Pellico, Leopardi, Nievo) , quattro artisti dello spettacolo musicale o teatrale (Donizetti, Gustavo Modena, Maria Malibran, Verdi) e tre figure di politici o patrioti (Cattaneo, Mazzini, Cristina di Belgiojoso), Ma i confini delle rispettive specialità sfumano e si confondono immediatamente , poiché “costruire la nazione unitaria” significa a ogni istante spettacolarizzare la politica, trasformarla in mito nel momento del suo farsi, riformularla nelle figure del giornalismo militante, della pedagogia teatrale, della finzione letteraria, dell’opera in musica. La prospettiva risorgimentale permette così di rinfrescare i ritratti di molti personaggi illustri, riferendoli ogni volta all’attualità con risultati stimolanti: il Leopardi “politico” di Giulio Ferroni e il Verdi “deputato” di Philip Gossett, in questa rassegna tutta originale, lo dimostrano con esemplare efficacia