Recensione
Redazione, Venerdì, 22/07/2011

Tashlin, la fiaba dell'orso alla catena di montaggio

Difficile catturare insieme lo spirito dei due Marx, tanto Groucho quanto Karl. A riuscire poteva essere soltanto un americano. Che con il primo lavorò effettivamente , a Hollywood, agli inizi della carriera. E del secondo infuse qualcosa nella sua fiaba a fumetti più famosa, pietra miliare dell'antifordismo americano: L'orso che non lo era, testi e disegni di Frank Tashlin, che l'editore Donzelli propone. Tashlin fu dapprima animatore di cartoon alla Warner, poi disegnatore disneyano, infine scrittore per i fratelli Marx. Successivamente legò la sua fortuna ai film della coppia Jerry Lewis -Dean Martin e a quelli di Bob Hope ( regista e sceneggiatore) . Autore sottostimato in casa , poi rilanciato in Francia per merito di Jean Luc Godard, ebbe l'onore del plauso di Cahiers du Cinema. Lui lo liquidò come "chiacchiere filosofiche", preferendo ai complimenti dei critici il suo orso "operaio" ispirato a "Tempi moderni" di Chaplin