Recensione
Sandro Bugialli, La Nazione, 11/04/2011

Caruso: 25 anni di poesia in note

la sua opera continua a perpetuare la grandezza del tenore, è dedicato un libro di Melisanda “….un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto….” Sono milioni le canzoni che girano per l’etere. Solo poche sono capolavori. Uno di questi, già nella storia della musica mondiale, ha appena compiuto 25 anni esssendo stato presentato per la prima volta in un club del Village di New-York il 23 marzo 1986. Si tratta, si sarà capito dall’attacco, di “Caruso” di Lucio Dalla. Dedicata a Enrico Caruso, mitico tenore della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento, ispirata a Dalla da una notte trascorsa in un albergo a Sorrento proprio nella suite che aveva ospitato il tenore ormai minato dal male, evocatrice dei trionfi americani della star della lirica e dell’ultimo disperato amore per una ragazza a cui impartiva lezioni. Scritta da Dalla in un magico momento, uno di quei momenti che segnano per sempre la differenza fra un cantautore e un poeta. Il tenore, che sente che la vita gli sta scivolando via, rievoca la sua avventura umana. E ascoltando quella che è molto più di una canzone, capita un po’ a tutti di rievocare , di riandare con la mente a tempi e volti avvolti nella nebbia “….guardo negli occhi la ragazza quegli occhi verdi come il mare e poi all’improvviso uscì una lacrima e lui credette di affogare….” Caruso, per la malattia ai polmoni, morì novant’anni fa, il 2 agosto 1921 a soli 48 anni. A lui, alla sua voce inimitabile, a Lucio Dalla che con Massei Autunnali intitolato “Caruso. Lucio Dalla e Sorrento. Il rock e i tenori”. (Donzelli editore) E leggere sarà emozionante.