Recensione
Redazione, Il Segnalibro n. 174, 01/06/2011

Quattordici perle

"Non si dovrebbe mai scrivere per i bambini, piuttosto bisognerebbe avere il coraggio di selezionare per loro quello che è già stato scritto per i grandi; ciò che conta è la scelta e la dose della medicina, che non può essere diversa solo perchè si tratta di un bambino". Così si espprimeva Cechov a proposito di letteraura e racconti, genere di cui è universalmente considerato uno dei maestri insuperati. Ed è proprio all'insegna di questo principio che Peter Urban, uno dei massimi conoscitori europei del grande maestro russo, ne ha scandagliato l'opera per dar vita alla prima raccolta di racconti appositamente dedicata ai piccoli lettori. Quattordici perle, alcune meno note, altre annoverate tra i classici del genere - come la storia della cagnetta Kashtanka - , sono state così affidate alla matita di una grande illustratrice e presentate in una fresca e folgorante traduzione. Storie che spesso hanno come protagonisti i bambini, talvolta gli animali, e che, come in tutti i racconti di Cechov, riescono a tratteggiare un'epoca intera. Sono scene di vita quotidiana, episodi non necessariamente straordinari, in cui l'universo dell'infanzia si mescola al mondo degli adulti, in una narrazione che alterna il comico al tragico grazie alla forza evocativa della scrittura e a una magistrale abilità descrittiva di emozioni e sensibilità