Recensione
Carlo Bordini, L'Unità, 27/05/2011

Sereni e Char: quarantasette traduzioni inedite

E' uscito recentemente, per Donzelli/Poesia, "Due rive ci vogliono", quarantasette poesie di René Char tradotte da Vittorio Sereni, a cura di Elisa Donzelli. Il libro è preceduto da una presentazione di Pier Vincenzo Mengaldo. Si tratta di traduzioni italiane inedite, perchè espunte, come precisa in una nota la curatrice, dal volume di René Char, "Ritorno a Sopramonte e altre poesie", con traduzione di Vitotrio Sereni , apparso, nel 1974, per la mondadoriana collana delle Specchio. Sereni aveva intenzione di pubblicare in rivista le poesie espunte, cosa che poi non si realizzò e che adesso viene realizzata in questa pubblicazione. Nella sua presentazione Pier Vincenzo Mengaldo, riferendosi alla nota amicizia tra i due poeti e alla loro intensa frequentazione, e all'importanza che per il Sereni traduttore ha avuto il lavoro sulla poesia di Char, mette in rilievo come, rispetto alla cifra stilistica del poeta milanese, "il sublime e verticale Char era qualcosa come il suo opposto; ma, si può aggiungere, capace proprio per questo di attivare in Sereni certe latenze, certe possibilità sempre tenute a bada di dizione pienamente lirica, oltre che perentoria". In effetti, dalla lettura del libro, balza agli occhi il contrasto tra la perentorietà di Char e la morbidezza di Sereni, che si esprime, ad esempio, nella versificazione sereniana delle brevi lancinanti poesie in prosa del francese, nei toni curvi che si sostituiscono ai toni dritti e diretti, e l'interesse del libro è appunto proprio in questo conflitto amoroso tra i due, tra le due lingue, tra due cifre stilistiche, nell'attrazione degli opposti, che fa vedere l'inseguimento perpetuo di qualcosa che non si riuscirà mai completamente a raggiungere.