Recensione
Maurizio Debanne, Cristiani nel mondo, 31/03/2011

Viaggio nell'Italia maltrattata

.......La piaga dell'abusivismo è il cuore delle inchieste di Paolo Berdini in "Breve storia dell'abuso edilizio in Italia" e in "La città in vendita". La storia è tristemente nota. Nel 1985, pochi mesi prima dell'approvazione della famosa legge Galasso sulla tutela del paesaggio italiano, il Parlamento approva la prima legge di condono edilizio proposta da uno degli ultimi governi di centrosinistra. Si disse che sarebbe stato il primo e l'ultimo. Dopo nove anni, nel 1994, il primo governo Berlusconi porta in approvazione il secondo condono edilizio. Anche allora si disse che sarebbe stato l'ultimo. Nel 2003 un altro condono proposto dalla stessa maggioranza. "Finora sono tre le leggi di condono edilizio approvate dal Parlamento, e per qualto possa sembrare strano non è stato fornito all'opinione pubblica nessun rendiconto su quante domande siano state presentate, quanti edifici siano stato condonati, quanti ettari di terreno agricolo siano stati divorati dalle costruzioni , quale sia il bilancio economico delle tre leggi" spiega Berdini. "Siamo un paese in cui lo Stato non ha la forza e l'autorità per far rispettare le leggi, a partire dai piani urbanistici, e cioè le regole che disegnano il futuro delle città. E la china rovinosa dell'Italia pare non arrestarsi : sembra che la cultura del'abusivismo stia permeando le amministrazioni pubbliche. Dal primitivo abusivismo di "necessità", quello cioè di un paese povero che faticava a diventare moderno, siamo infatti passati all'iniziativa dello Stato stesso per cancellare ogni regola. Fenomeni di questo tipo sono impensabili e sconosciuti in tutti gli altri paesi europei. Ed è urgente chiedersi quale sia il male oscuro che non permette all'Italia di divenire un paese in cui le regole siano rispettate". Berdini non si scoraggia ma indica una via d'uscita:"una nuova concezione della città bene comune, come propone Edoardo Salzano, in cui regole e legalità si affermino definitivamente e in cui gli interessi generali prevalgano sulla speculazione". "Il problema è che nessuna forza politica sembra avere a cuore questa prospettiva", ma "il percorso per la sua affermazione può fare affidamento su una rete di comitati cittadini, associazioni e organismi di tutela del territorio." Di questi tempi bisogna sapersi accontentare.