Recensione
Stefano Raimondi, Pulp Libri, 01/03/2011

Una rarità, una grazia, un incontro

Siamo davanti a una rarità, a una grazia, a un incontro che solo la dovizia e la profondità della curatrice Elisa Donzelli ha reso possibile. Già autrice e curatrice di saggi sui due poeti "dalla parola preziosa", ha ritrovato tra le carte appartenenti al "Fondo Vittorio Sereni" della Biblioteca Comunale di Luino le traduzioni che il poeta lombardo aveva eseguito in occasione di un'antologia mondadoriana pubblicata poi nel 1974 - Ritorno Sopramonte e altre poesie - e che Sereni aveva deciso di escludere dal testo definitivo. ma eccole ora nel pieno della loro storicità e nel colmo della loro efficacia a fare da sfondo/orizzonte a un rapporto quanto mai travagliato e fecondo. Una vera e propria vivisezione del senso è la fucina sereniana, sempre capace di portarsi a pari con la voce originaria, per rigore e "fedeltà". Una dedizione che spesso è dolore e imcomprensione; un legame che molto spesso diventa un sentire incapace di rendersi sicuro e nel medesimo tempo si trasforma in una comunanza vocativa estremamente audace. Tra i due poeti l'amicizia è scorsa con l'impietosità delle piene e la quiete dei paesaggi della Provenza, lasciando spesso luoghi oscurati dai malintesi. Ma le loro opere di poesia hanno fatto strade parallele, cpaci di segnare, in entrambi gli ambiti, la storia di una lingua poetica che ancora detta le sue condizioni e ancora appassiona. Il lavoro di traduzione che nella "presentazione" (di Pier Vincenzo Mengaldo) è ben tracciato, è esplicitato nell'articolo di Sereni riprodotto nel testo (Il mio lavoro su Char, scritto in occasione del premio Monselice per la traduzione) in cui il poeta di Luino dichiara la sua modalità operativa: "Non si tratta di fare proprio come vuole la leggenda, il testo tradotto quanto sentirlo proprio, o meglio di pervenire a sentirlo proprio (...) un momento nel quale non si traduce più, semplicemente, un testo, bensì si traduce l'eco, la ripercussione che quel testo ha avuto in noi.". Una edizione/lezione che va a completare il lavoro di uno dei più grandi poeti della nostra storia letteraria, capace di farsi portavoce/portatore di una classicità che ancora avanza con la potenza di una scoperta nuova.