Recensione
Elisabetta Bolondi, www.ventonuovo.eu, 27/03/2011

Come affrontare la scienza nell'immediato futuro

Negli anni 60 l'Italia era all'avanguardia nella ricerca, tanto che almeno quattro uomini, Enrico Mattei, Adriano Olivetti, Felice Ippolito, Domenico Marotta, erano stati protagonisti di altrettanti "Casi". Mattei e Supercortemaggiore, la potente benzina italiana, tenne testa alle Sette sorelle del petrolio, ponendo la piccola Italia fra le grandi potenze. Morì in uno strano incidente aereo, di lui conosciamo la storia attraverso il celebre film di Francesco Rosi, "Il caso Mattei", interpretato dall'indimenticato Giammaria Volontè.Felice Ippolito, che durante il boom economico degli anni 60 pensò ad un nucleare per l'Italia. Anche lui emarginato. Olivetti, che per primo immaginò il nostro paese come la culla dell'informatica, ponendo la ricerca italiana, in sinergia con l'Università di Pisa, all'avanguardia per la nascente industria dell'informatica. E infine Marotta, direttore dell'Istituto superiore di sanità, diede spazio all'invenzione del primo microscopio elettronico e sotto la sua direzione la massiccia produzione di penicillina fece balzare il nostro paese ai primi posti nella dispensazione del prezioso farmaco.Marotta fu arrestato travolto da uno scandalo, come Ippolito. Un libro, "Il miracolo scippato" di Marco Pivato, racconta le loro storie. A cosa serve la scienza, si chiede nelle ultime pagine l'autore? Perchè l'Italia ha scelto un modello di sviluppo facendo a meno della ricerca? Il libro di Pivato è di grande e stringente attualità, ci spiega molto del nostro declino attuale, ci suggerisce una nuova etica con cui affrontare la scienza nell'immediato futuro.