Recensione
Redazione, www.archiviostorico.info/libri-e-riviste, 01/03/2011

Vite per l'Unità

Ci sono tanti modi per celebrare i 150 anni dell’Italia unita e ricordarne gli artefici; uno dei più suggestivi è ripercorrere gli eventi attraverso l’agire e lo spirito, la passione e gli stati d’animo di alcuni grandi testimoni e protagonisti. È quanto avviene in queste pagine, che tratteggiano dodici profili di letterati, politici, scrittori e musicisti all’insegna di un’unica dimensione della vita e dell’opera: quella di patrioti e patriote. Con i versi o con le spade, nei teatri o nelle piazze, in patria o in esilio, queste figure si muovono sul palcoscenico infuocato di anni turbinosi. Molti lo sanno e agiscono con piena consapevolezza, altri meno, e però tutti quanti tessono i fili invisibili di una stessa trama: fare l’Italia che non c’era. In questi racconti non ci sono eroi ma gesti, simboli, miti, esperienze di vita e di scrittura. Ci sono le ansie, le sofferenze, le crisi di chi è costretto all’esilio, alla fuga, al carcere. C’è una letteratura che parla di italiani, stranieri, patria, oppressori, invasori, catene, ricordi; che inventa generi e forme; che elabora analisi impietose o utopiche insieme a progetti politici. C’è un teatro musicale, apprezzato in tutto il mondo, che fornisce un potenziale di «italianità» pronto ad accogliere le sollecitazioni della storia e ad assumere un significato politico. Ogni vita è legata all’altra da amicizie, incontri segreti, conoscenze, libri, scene. Il racconto di queste esistenze, o dei miti elaborati dai contemporanei attorno a esse, ci aiuta a guardare con altri occhi il teatro, la musica e la letteratura. Mondi di carta e di suoni che hanno disegnato e formato una nazione e che ci vengono restituiti grazie al racconto documentato e coinvolgente di dodici prestigiosi studiosi italiani e stranieri.

DAL TESTO – “Cosa offre questo libro al lettore di oggi di fronte al proliferare di iniziative che celebrano i 150 anni dell'Unità d'Italia? Offre innanzitutto una lettura problematica del Risorgimento e della sua cultura lontana dall'intento esclusivamente celebrativo e dalla visione teleologica che ha accompagnato le interpretazioni del periodo fin dagli anni postunitari. Una messa a fuoco di alcuni snodi della cultura preunitaria da una prospettiva interna al discorso letterario e artistico, che intende superare rigidi schemi interpretativi e valorizzare la centralità e specificità della dimensione culturale nel processo storico. Offre insomma un'immagine del Risorgimento vista attraverso i protagonisti della cultura qui raccontati attraverso l'intreccio fra eventi storici, esperienze biografiche e opere; un insieme di vite animate da molteplici passioni, fra cui prevale quella civile, sullo sfondo di un periodo storico in cui ogni esistenza assume le caratteristiche dell'eccezionalità.”

LE CURATRICI – Silvia Tatti insegna Letteratura italiana presso l’Università «La Sapienza» di Roma. Ha pubblicato Le «tempeste della vita». La letteratura degli esuli italiani in Francia nel 1799 (1999) e L’antico mascherato. Roma antica e moderna nel Settecento (2004). Beatrice Alfonzetti insegna Letteratura italiana e Letteratura teatrale presso l’Università «La Sapienza» di Roma. Fra i suoi numerosi volumi, Il corpo di Cesare. Percorsi di una catastrofe nella tragedia del Settecento (1989) e Drammaturgia della fine. Da Eschilo a Pasolini (2008).

INDICE DELL’OPERA – Premessa, di Silvia Tatti e Beatrice Alfonzetti - Ugo Foscolo, di Silvia Tatti - Alessandro Manzoni, di Massimiliano Mancini - Silvio Pellico, di Beatrice Alfonzetti - Gaetano Donizetti, di Antonio Rostagno - Giacomo Leopardi, di Giulio Ferroni - Carlo Cattaneo, di Biancamaria Frabotta - Gustavo Modena, di Daniela Quarta - Giuseppe Mazzini, di Franca Sinopoli - Cristina di Belgiojoso, di Novella Bellucci - Maria Malibran, di Céline Frigau - Giuseppe Verdi, di Philip Gossett - Ippolito Nievo, di Emilio Russo