Recensione
di Aurelio Magistà, la Repubblica, 20/03/1998

Poveri esclusi

La Massoneria è stata perseguitata, sospettata, accusata di multiformi malefizi. E di certo i suoi peccati li ha commessi. Come tutti coloro che vivono, esistono e fanno. Ma di certo da parte avversa può scattare la sindrome degli esclusi: l'avversione e l'invidia che prova chi non fa parte di un gruppo che conta, soprattutto se quel gruppo è un poco esclusivo, un poco snob. Sentimento umano. Ma i gruppi più o meno esclusivi sono spesso stati motore della storia. Lo leggiamo in questo volume dedicato ai "luoghi della sociabilità nella Francia borghese 1810-1848". E queste due parole - Francia e borghese - rappresentano proprio l'impianto armonico, la tessitura della massoneria. Gli anni presi in esame sono proprio quelli che congiungono la Rivoluzione francese al Risorgimento italiano, e comunque a un periodo di grandi fermenti sociali e politici in tutta Europa. Fermenti e movimenti che fanno da catalizzatore alla formazione di gruppi, circoli, logge, li chiamano sulla scena, li fanno protagonisti e ne segnano poi il trionfo, il declino, la sciagura. Come osserva Maria Malatesta nella prefazione, "La democrazia nacque al circolo, giocando a carte o al biliardo, leggendo o commentando fra amici i giornali". Peccato che l'edizione originale del libro sia addirittura del 1977.