Recensione
Paolo Fallai, Corriere della Sera, 04/03/2011

L'immagine del tempo

Quello che pubblichiamo, qui a fianco, è un ampio estratto della introduzione di Giulio Ferroni alla nuova edizione di «Roma fuggitiva» di Carlo Levi (Donzelli). Una raccolta di racconti che disegna la città come raramente la letteratura è stata capace, cogliendo non solo i segni forti di quegli anni tra i Cinquanta e i Sessanta, ma i germi di quel che sarebbe successo dopo. Ed è forse per questa capacità descrittiva e divinatoria che Levi, torinese, nato all' alba del Novecento, è caro a quei romani che aveva saputo così bene descrivere: «È il popolo meno retorico, meno idolatrico e meno fanatico della terra (non senza ragione, in romanesco, fanatico significa pazzo). Neanche il tempo lo commuove o lo spaventa, perché l' ha tutto raccolto sull' uscio, a portata di mano, poiché Roma è l' immagine stessa del tempo, della infinita contemporaneità». La prima edizione di questa raccolta postuma di racconti, dove Carlo Levi usa gli occhi del pittore per accompagnare il talento narrativo, venne pubblicata da Donzelli nel 2002. Oggi l' editore la ripropone forte della assoluta modernità del testo, ma anche delle pressioni dell' editoria internazionale che hanno portato all' uscita dell' edizione inglese, con Wiley, e di quella spagnola, con Grupo RC Spagna.