Recensione
Fernando Rotondo, www.liberweb.it, 01/03/2011

Dopo i campionati di calcio

Anche se sono ormai lontani i campionati mondiali di calcio, dai quali l’Italia è uscita ingloriosamente senza nemmeno una vittoria e il Sudafrica dignitosamente vincendo l’ultima partita, questa rimane una delle più belle storie mai scritte, come dice il sottotitolo, sul calcio, la magia e Mandela, tutto in un intreccio magistrale, appassionante e di continuo sorprendente. Il calcio. L’undicenne Pelé, così chiamato dal padre in onore del grande campione, in un villaggio nella giungla gioca a calcio – sogno e mito moderno dei ragazzi africani – con una pallina da tennis in mezzo alla polvere e ai cani e desidera ardentemente andare a Johannesburg per vedere i Bafana Bafana (i Ragazzi i Ragazzi) della Nazionale. La magia. Il nonno, che dice di aver bevuto una birra con Mandela, lo incoraggia e lo accompagna dallo sciamano, il Vecchio Saggio, che nomina al Giovane Sognatore gli animali/aiutanti magici che durante il viaggio gli daranno il coraggio (la lince), la rapidità (l’iguana), l’invisibilità (il camaleonte), l’astuzia (lo sciacallo) e il volo (l’ibis), doni che di volta in volta lo aiuteranno a superare le difficoltà. In un paese afflitto da miseria, malattie, corruzione e criminalità, il ragazzo supererà gli ostacoli grazie ai doni ricevuti, alla forte volontà e alla solidarietà di molte donne del popolo e ragazzi di strada. In un viaggio che mostra un panorama realistico di un Paese che vuole crescere e camminare verso la modernità senza cancellare le sue radici, dagli sciamani al calcio grazie a Mandela. Mandela. La figura del Padre Pacificatore della Patria, che lottò per la libertà e l’indipendenza del Paese, domina continuamente la scena fino ad assurgere a mito contemporaneo di un immaginario popolare che si collega ai topoi e archetipi fiabeschi africani degli stregoni e degli animali protettori. Il nonno attende il ritorno di Madiba per bere un’altra birra insieme; Pelé visita la cella dove Nelson trascorse 27 anni. Infine, proprio mentre entrano in campo i Bafana Bafana, Pelè con il suo amico Toto, grazie alla piuma donata dall’ibis, vola al centro del prato verde, fissa la telecamera e fa ciao agli abitanti del suo villaggio, che balzano in pedi e si sbracciano davanti a una traballante tv alimentata dalla batteria di un’auto.