Recensione
Marco Motta, Le scienze, 01/03/2011

La scienza abbandonata, tra dolce vita e boom economico

Che cosa è andato storto? Mentre in via Veneto fioriva la Dolce Vita, e l’Italia cavalcava l’onda del boom economico, le belle speranze dello sviluppo scientifico italiano venivano stroncate. Il 1969 vede la scomparsa di Adriano Olivetti, seguita a breve distanza da quella dell’ingegnere di origini cinesi Mario Tchou, pioniere dell’informatica in Italia. E’ un trauma per la nascente industria elettronica italiana , e, complice la miopia delle politiche industriali nazionali, l’abbandono di una posizione di primo piano nella rivoluzione informatica che sarebbe esplosa di lì a poco. I favolosi anni sessanta sono anche quelli in cui si decide un futuro di dipendenza energetica per il nostro paese. Il 27 ottobre 1962, mentre la crisi dei missili a Cuba sta per risolversi, Enrico Mattei rimane vittima di un incidente aereo ancora oggi misterioso. L’Italia perde l’uomo che ha osato sfidare l’oligopolio energetico dei giganti petroliferi e ha cercato di relegarle un ruolo meno marginale nel mondo dell’energia. L’anno dopo è il turno di Felice Ippolito, segretario del Comitato nazionale per l’energia nucleare, al centro di una feroce battaglia tra i partiti politici, che bloccano i piani di sviluppo del nucleare civile. E nel 1964 lo scandalo della sanità che vede protagonista il fondatore e primo direttore dell’Istituto superiore di Sanità Domenico Marotta. Una serrata indagine su quattro storie simbolo di un paese che, tra faide politiche, immobilismo burocratico e resistenze culturali, rinuncia a costruire il futuro con la ricerca scientifica.