Recensione
Chiara Sciorilli, www.bookchannel.it, 02/03/2011

Torna "Roma fuggitiva"

Torna in libreria Roma fuggitiva. Scritti 1951-1963, di Carlo Levi edito da Donzelli, a cura di Gigliola De Donato, con una presentazione di Giulio Ferroni, e fotografie di Allan Hailstone (1956).

La Roma degli anni ‘50 e ‘60 nelle pagine di un maestro del Novecento italiano.

È una città eterna e «fuggitiva», nobilissima e plebea, sempre in bilico tra il cammeo e la patacca, quella raccontata da Carlo Levi in questi scritti, che «sembrano inseguire Roma, nel suo splendore fuggitivo, nelle mosse in cui la sua bellezza pare espandersi, aprirsi a un nuovo sviluppo civile», come sottolinea Giulio Ferroni nella sua presentazione.

Sfila in queste pagine intense, scritte tra il 1951 e il 1963, una moltitudine di tipi e personaggi, veri ritratti parlanti e gesticolanti di un mondo popolare, di antichissima civiltà, governato dalla più flemmatica e scettica filosofia di vita e insieme dotato di sorprendente vitalità: «È il popolo meno retorico, meno idolatrico e meno fanatico della terra. Neanche il tempo lo commuove o lo spaventa, perché l’ha tutto raccolto sull’uscio, a portata di mano, poiché Roma è l’immagine stessa del tempo, della infinita contemporaneità».

Si sente il respiro di una città bellissima, in cui risplende tutta l’autenticità di una «umile Italia», non ancora oppressa dal degrado, e tuttavia già insidiata dalle trasformazioni sempre più accelerate degli anni sessanta, sotto i colpi della speculazione e della cattiva politica, di una frettolosa e incolta modernità.

Vissuta dall’interno, nella sua più viva concretezza, la Roma degli anni cinquanta e sessanta – fissata in queste pagine negli scatti di Allan Hailstone, giovane turista inglese, che nel 1956 per la prima volta percorre le strade della capitale – appare una «meraviglia» minacciata, quasi mitica, che non cessa di incantare con il suo fascino di cose perdute.