Recensione
Chiara Sciorilli, www.bookchannel.it, 16/02/2011

Un luogo incantato....

Un luogo incantato lungo la costa pacifica della Bassa California. Un leggendario baleniere assetato di ricchezze. Un giovane marinaio addetto all’avvistamento. Una giovane indiana. E soprattutto le balene, quelle grigie che a centinaia si radunano nel loro posto segreto… Sono questi i protagonisti di Il posto delle balene - uscito in Francia nel 1992, e per la prima volta in traduzione italiana - un racconto dalla potenza narrativa e dall’evocazione poetica senza pari, che catturano il lettore sin dalle prime righe. Attraverso le due voci narranti, il capitano e il marinaio, la storia assume i colori dell’avventura e del viaggio, della scoperta dell’amore e delle forze della natura, ma soprattutto dell’orrore e del male che albergano nel cuore umano.

A metà tra il Melville di Moby Dick e il Conrad di Cuore di tenebra, il premio nobel Le Clézio racconta con una scrittura asciutta e suggestiva – efficacemente esaltata dalle illustrazioni, di grande potenza evocativa, dell’artista brasiliano Eloar Guazzelli – un momento cruciale della conquista del West, o meglio la fine della frontiera verso Ovest: la scoperta di un luogo geografico, una laguna nelle calde acque messicane, scelta dalle balene di mezzo pianeta per andare a partorire e a morire. Un luogo mitico di cui da una costa all’altra dell’America si favoleggia da tempo, ma che solo un incallito baleniere, non a caso di nome Melville Scammon, capitano del Léonore, riuscirà a scovare il 10 gennaio del 1856, dando il via a un’epopea che coinvolgerà migliaia di cacciatori da ogni angolo del pianeta e a un massacro che lascerà una ferita profonda nell’equilibrio naturale.

Al capitano, ormai vecchio, e al suo mozzo, che torna dopo anni sul luogo del massacro, Le Clézio affida il racconto delle illusioni e dell’amaro sconcerto del dopo, di quando tutto è finito, compreso il baluginio delle immense ricchezze agognate: di balene non ce ne sono più, e insieme a loro sono spariti per sempre i bucanieri, le navi, i trafficanti di pelli, i cercatori d’oro, e le baracche dei carpentieri e delle prostitute – tutto è stato spazzato via dal vento e dall’oceano, tutto tranne le carcasse dei cetacei che giganteggiano sulla spiaggia, minacciose e al contempo imbelli.