Recensione
Lorenza Fruci, Il Diario di Lo So Lo, 16/02/2011

Paola, " l'Estate" e la musica

Oggi facciamo due chiacchiere con una giovane giornalista appassionata di musica che ha da poco pubblicato un saggio interamente dedicato alla famosissima canzone Estate di Bruno Martino intitolato “Odio l’estate” (Donzelli editore): lei è Paola De Simone.

Spigliata, preparata, vivace e viva, Paola, oltre a scrivere, conduce il programma “Pubblico e Privato” in cui intervista persone e personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura su Radio InBlu dal lunedì al venerdì dalle 23 alle 24. E poi, come se il resto non bastasse, la nostra Paola dirige il giornale on line PopOn.it (di cui è anche editrice), che si occupa di musica italiana e organizza il concorso per musicisti emergenti PopOn Contest te la canti e te la suoni.

Ma cominciamo dall’inizio. Come viene in mente a una giovane giornalista di scrivere un intero libro su una canzone come “Estate”?

“Estate” ha sempre rappresentato per me un esempio di eleganza in musica dalla quale sono molto attratta. Ma in questo caso scrivere di lei è stato un pretesto per occuparmi di Bruno Martino, un cantante e compositore che ha regalato all’Italia grande lustro internazionale e canzoni di cui andare fieri. Martino è venuto a mancare ormai da oltre dieci anni e averlo dimenticato è, per me, un grande oltraggio che gli italiani hanno fatto al proprio patrimonio culturale.

Come è stato accolto il tuo libro?

L’accoglienza è stata superiore a ogni aspettativa. Sono arrivati applausi dalla critica, che ha accolto anche con stupore l’iniziativa, ma soprattutto dai jazzisti e dai musicisti in generale che si sono mostrati coinvolti, professionalmente ed emotivamente, dal progetto. Siamo in molti ad amare Bruno Martino. Lo immaginavo, ma adesso lo so per certo.

C’è qualche insegnamento che hai tratto dalla storia di Bruno Martino?

Che il mondo musicale italiano manca di gratitudine e di memoria. Ma, al contempo, che gli applausi non ricevuti, prima o poi, arrivano ancora più fragorosi. In quanto all’uomo Martino, invece, ho scoperto che era un gran lavoratore, ha suonato fino all’ultimo, guadagnandosi a fatica il necessario per vivere. Di questi tempi potrebbe essere un grande esempio per tanti cantanti che vogliono tutto e subito.

Paola e la musica: una passione, un lavoro, una necessità, un guadagno?

Una passione e un lavoro. Nient’altro.

Paola e PopOn: come nasce e dove sta andando?

PopOn nasce tre anni fa dall’esigenza di colmare un vuoto nella rete. A mio avviso mancava un riferimento autorevole sulla musica italiana e oggi sono in tanti a riconoscere proprio a PopOn questo titolo. Siamo partiti con le idee chiare e tanto entusiasmo, via via abbiamo cominciato a sentire anche il peso di una responsabilità: quella di non tradire le aspettative dei nostri fedeli lettori, che cercano in PopOn un aggiornamento continuo, informazioni, consigli e opinioni sulla musica italiana. Ed è questa la sola direzione verso cui orientiamo il nostro lavoro.

PopOn Contest te la canti e te la suoni: cos’è e a che punto è il concorso?

PopOn Contest sta per partire, ormai mancano poche iscrizioni per avviare la gara. E’ stato pensato per dare spazio alla musica nuova, emergente, ed è un contest virtuale e gratuito, e al vincitore offre tanta visibilità. E poi ha una giuria che pochi contest possono vantare: da Paolo Benvegnù a Dario Salvatori, da Joe Barbieri a Dario Giovannini della Carosello Records. Insomma un’occasione imperdibile che siamo fieri di poter offrire.

Qual è il livello della musica emergente italiana?

Ottimo, sicuramente superiore a quello già consolidato. Se il futuro della musica italiana sarà rappresentato dagli artisti che oggi viaggiano nel sottobosco, beh, allora questo fa ben sperare.

E per finire… quale musica ascolta Paola?

La musica italiana posso dire di averla ascolta tutta da sempre, senza distinzione di generi e contenuti, ma con una innegabile propensione verso il cantautorato. Crescendo ho affinato il gusto e sono diventata più selettiva, così il cerchio è andato restringendosi: Paolo Conte, Ivano Fossati, Fabrizio De André, Vinicio Capossela, Ornella Vanoni, Gino Paoli e pochi altri. Da poco, poi, ho incontrato il jazz… ma questa è un’altra storia.