Recensione
Redazione, www.innovtorieuropei.com, 08/01/2011

Sono le news, bellezza!

Nell'anno di McLuhan - il 2011 è il centenario della nascita - un libro per ragionare sul cambio di paradigma culturale indotto dalla rete, e anticipato proprio dal grande massmediologo di Toronto. Senza guardare in improbabili palle di vetro per vaticinare inutili furori, insieme a Derrick De Kerckhove che firma la prefazione, ed a Pier Luigi Celli , che propone la post-fazione, tento di dare un senso ad una trasformazione che non ha nulla di deterministica tecnicalità, ma sembra piuttosto un grande ritorno, una conferma della supremazia del primato dell'uomo, di ogni uomo. Proprio il formicolare di infiniti nani che si sostituiscono ai pochi aristocratici giganti, che ci avevano fatto credere di aiutarci a vedere meglio, ci rassicura sulla dimensione sociale della rete. Non siamo alla vigilia di un futuro cibernetico e snaturante, quanto di un'espansione di un moderno umanesimo digitale, che riemerge dopo la meccanicistica parentesi fordista. L'informazione è la lente d'ingrandimento che ci fa meglio cogliere questo processo: si estende il consumo di notizie, si allarga la gamma dei produttori di news, si restringe lo spazio dei collettori, dei mediatori. O forse, muta solo il ruolo di questi antichi artigiani della comunicazione, che non devono decidere più se questa o quella è la notizia, ma quale senso l'abbondanza di notizie, che comunque arriva ai nostri occhi, potrebbe assumere in questo o in qul contesto. Non è poco, e comunque c'è poco da fare, bisogna arrendersi all'evidenza: queste sono le notizie, bellezza!