Recensione
Andrea Cortellessa, Galatea / Diario del Mese, 01/02/2011

Stella binaria

Nella premessa alla nuova edizione di “Stella variabile”, Fabio Posterla fa notare gli “innesti” che hanno trasformato “un albero poetico più antico in una forma vegetale nuova”. Uno di questi fu senz’altro René Char. L’incontro era stato abbastanza casuale: Giorgio Bassani, editor alla Feltrinelli e fra i primi traduttori italiani del poeta francese, affidò alle cure di Giorgio Caproni una sua ampia antologia, ma i Feuillets d’Hypnos – legati all’esperienza di Char nella Resistenza francese – si rivolse invece a Sereni: esperienza vicaria , per il poeta che negli anni del maquis italiano era rimasto - nel “limbo” – prigioniero in Africa. L’antologia esce nel ’62, ma scava in Sereni un rovello destinato a non trovare più pace. Tornerà a tradurlo varie volte, Char, e a più riprese lo andrà a trovare nel cuore del suo mondo lirico, al fondo della Provenza. E’ una storia complessa, incrinata da “violenze” sottili e sempre implicite ( in un testo inedito di Sereni si parla della “violenza contenuta” della poesia di Char) ma, per il poeta italiano, squassanti. Nel 2009 l’ha raccontata la giovane Elisa Donzelli, commentando con sensibilità il carteggio fra i due autori al quale non a caso ha voluto dare un titolo astronomico (Come lenta cometa, Aragno ). Ora la stessa studiosa presenta “Due rive ci vogliono”( in collaborazione con Barbara Colli, attenta custode dell’archivio sereniano di Luino, Donzelli), 47 poesie di Char negli anni tradotte da Sereni e non incluse nelle due raccolte Fogli d’Ipnos e Ritorno Sopramonte. E’ lo Char più scheggiato e oracolare; quello che - a distanza che è il caso di dire siderale – più tentava Sereni , e che talora pare alludere a questo studiarsi reciproco: “Prossimo è il tempo in cui solo quanto rimase / inesplicato ci potrà reclamare”. Sempre del resto la comprensione di una poesia – se è vera poesia – è un che di parziale, provvisorio, soggetto a puntuali smentite. Proprio come conoscere una persona – se è una vera persona.