Recensione
Alberto Toni, Aventi, 27/01/2011

Shelter

"Shelter" di Marco Giovenale è un libro sulla parola nascosta, franta. "Lo shelter ingabbia e protegge: così la sostanza è detta in breve", scrive l'autore nelle note. E Shelter è appunto il rifugio, il riparo, la dimora di una parola sepolta e ritrovata. "Dietro la parola della porta / finisce la proprietà". Come a dire che il senso è perso non appena si apre la porta. Poesia è un dato sotterraneo : "sotto duemila metri cubi di terra". L'esperienza è vera: Clinica 1: "In una serie di spazi o reclusori numerati tutti invariabilmente istericamente "1", "Sul serrarsi continuo " non si dà spazio libero, piuttosto è il riverbero della materia pulsante. la lingua si organizza in un nuovo ordine, non stabilito, ma sempre in movimento. E così non c'è descrizione, ma un puro fardello inconoscibile. La realtà , tanto meno la poesia, non parla a chiare lettere: "Allora le regalano un opale - / non ha castone: / considera il reale / come irrelato, zone / dense e non dense di vele / ciascuna guscio - / sue belle sue forti / fortune". E così la poesia diventa prosa nella parte centrale, a testimoniare la "scomparsa", sempre con caratteristiche di nascondimento o rifrazione: "Un prisma".