Recensione
divinalettura, www.loscaffalerosa.it, 08/02/2011

Marylin

All’inizio del 1954 Charles Feldman, agente di Marilyn Monroe, contatta Ben Hecht, uno dei più grandi sceneggiatori di Hollywood, per incaricarlo di scrivere «la prima autobiografia di Marilyn». Per un paio di mesi l’attrice e il suo ghostwriter si incontrano. E quella che doveva essere soltanto un’operazione commerciale per la diva in ascesa si trasforma in una lunga confessione senza filtri: l’infanzia negata, le prime esperienze sessuali, la contraddittoria consapevolezza della propria bellezza, l’ingresso a Hollywood, il matrimonio con Joe Di- Maggio e il tour in Corea in visita alle truppe americane (l’episodio con cui termina il racconto). Pubblicata solo nel 1974, dodici anni dopo la tragica scomparsa, My Story tesse una sorta di controcanto alla cornice aneddotica del mito che da sempre ha circondato Marilyn: la bambina ferita, l’adolescente abusata, la ragazza sfruttata, la donna depressa. In realtà lo sguardo della piccola Norma Jean, che Marilyn cerca per tutta la vita di coprire, non è diverso da quello dell’attrice che tenta disperatamente di sfondare a Hollywood. C’è la stessa levità dei sogni a occhi aperti di Norma nel modo in cui Marilyn descrive il mondo luccicante del cinema, non meno cinico di quello che aveva conosciuto da bambina, ma verso il quale nutre comunque una benevola comprensione. In fondo consapevole che dietro il volto patinato di Hollywood si nasconde una tragica fragilità, la stessa che c’è in lei, dietro la bellezza accecante che l’ha resa famosa. Finora mai tradotta in italiano, questa imperdibile edizione di My Story contiene gli strepitosi scatti realizzati, fra il 1953 e il 1957, dal grande fotografo Milton Greene, che di Marilyn è stato amico fraterno. Accanto alle foto di scena sul set di alcuni dei suoi più celebri film, scorrono in queste pagine immagini di una Marilyn meno conosciuta, che si diverte a giocare con l’obiettivo.

http://www.donzelli.it/libro/2184

Avrete capito che ho un debole per le biografie e le autobiografie ormai. Qualche mese fa parlarono di un uomo che aveva sborsato una fortuna per essere sepolto accanto a lei.Credo che il fascino di Marilyn sia paragonabile solo a quello di Cleopatra. Questo libro mi è piaciuto molto. Graficamente è curatissimo (la Donzelli non sbaglia un colpo! Non mi credete?Date uno sguardo a "Il paradiso a colori" con illustrazioni di Chagall e "Jack e Alice" della Austen!). E' piacevole da sfogliare.E' stampato interamente sulla stessa carta generalmente riservata solo alle foto. Nell'immaginario collettivo lei incarna il modello di donna STUPIDA MA BELLA. E' così che è stata confezionata e venduta dalla sua casa di produzione ed è così che la immaginano le persone.Ma è fantastico ricredersi! Io trovo che lei fosse in grado di analizzare le persone e i loro comportamenti con grande lucidità, che fosse una persona coraggiosa e tenace e la stimo perchè ha cercato di migliorare come attrice quando poteva semplicemente e comodamente campare di rendita grazie al suo fascino! Non avevo idea che Marilyn Monroe avesse scritto un'autobiografia. E' vero, con l'aiuto di un ghostwriter, ma leggete questo libro e vi sembrerà di sentirla parlare!