Recensione
a.m., Blog Quotidiano.net, 25/01/2011

Un viaggio a ritroso

Perché i politici italiani, cavalcando il boom economico del Dopoguerra, non hanno valorizzato gli artefici di alcune tra le scoperte più innovative nel campo della fisica, della chimica e dell'ingegneria? Come si spiega la scelta di perseguire un modello di sviluppo economico a rimorchio di nazioni trainanti, sganciato dal mondo della ricerca accademica, teorica e applicata? Domande alle quali Marco Pivato, giornalista scrittore e divulgatore scientifico, risponde con un libro inchiesta pubblicato per la collana Donzelli virgola, IL MIRACOLO SCIPPATO - Le quattro occasioni sprecate nella scienza italiana negli anni sessanta.

Un viaggio a ritroso nella seconda metà del secolo breve per cercare di comprendere come fu premiata l'intraprendenza di quegli studiosi e dirigenti industriali che perseguivano il sogno della modernizzazione e del rilancio di un paese che usciva con le ossa rotte dall'ultimo conflitto mondiale. Alcuni dossier sono maggiormente noti al grande pubblico, come il caso Mattei, che ha ispirato un film di successo, e il fenomeno Olivetti, il marchio italiano di macchine da scrivere antesignano dei moderni computer, poi superato dai microchip Made in Usa e dalle industrie del Sol Levante. Da segnalare anche il caso Marotta, travolto dalle vicissitudini dell'Istituto superiore di Sanità, che fece dell'Italia, ricorda la presentazione, uno dei primi tre produttori di penicillina grazie anche all'invenzione del microscopio elettronico.

Meno nota ma non per questo meno interessante è la vicenda di Felice Ippolito, una inedita figura di geologo, fisico e manager pubblico, con un'attrazione fatale per l'uranio a fini pacifici. Pivato descrive l'epopea di Ippolito prendendo le mosse nel solco della tradizione dei fisici italiani, la celebre scuola di via Panisperna a Roma. Tra il 1956 e il 1963 Ippolito diventa la punta di diamante di un movimento che brucia le tappe, Frascati, Ispra, il sincrotrone, la fondazione dell'istituto di Fisica nucleare, traguardi inanellati uno dopo l'altro fino ad arrivare ad accarezzare il sogno della prima centrale nucleare tutta italiana. Progressi tecnologici, brevetti e studi ambiziosi sembrano in grado di moltiplicare la risorsa superando la nostra dipendenza energetica dai produttori petrolifere. Da Saragat a Craxi, passando dalle lobby delle multinazionali degli idrocarburi, la ricerca di Pivato sulle traversie che sbarrarono la strada a Ippolito è costellata di citazioni, documenti, rimandi alle scelte di governo e alle grandi questioni internazionali, che finirono per rivelarsi intoppi burocratici capaci di fare a pezzi la grande idea di un idealista che aveva osato sognare una risorsa energetica illimitata, sfruttare l'atomo a fini pacifici. Da leggere.