Recensione
Edoardo Sassi, Corriere della Sera / Roma, 07/02/2011

Eroi, libri e miti dell'Unità

II convegno Da mercoledì a sabato, promosso dai tre atenei statali di Roma Eroi, libri e miti dell'Unità Il presidente Giorgio Napolitano inaugura i lavori Una data simbolica 9 febbraio - per l'importante convegno di quattro giorni che si apre dopodomani alle 9,3o nell'Aula Magna del Rettorato all'università La Sapienza, e the racconterà la storia di un sogno, i protagonisti che lo hanno realizzato e la loro eredità nello scenario contemporaneo. Titolo scelto per questa iniziativa promossa dai tre atenei statali della città (Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre), «L'Italia verso l'Unità. Letterati eroi patrioti». E a suggellare l'importanza, anche scientifica, della rassegna, l'inaugurazione dei lavori da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I1 9 febbraio è la data che rievoca la proclamazione della Repubblica Romana del 1849. Dal giorno successivo i lavori procederanno in modo itinerante. Dalla Sapienza proseguiranno giovedì a Tor Vergata (auditorium, via Columbia 1, ore 9,30), venerdì a Roma Tre (facoltà di Lettere, via Ostiense 234, ore 9,30) per concludersi infine con la tavola rotonda di sabato, intitolata «Un'eredità aperta: il Risorgimento oggi» e ospitata a Palazzo Valentini, sede della Provincia, 9,30). Alla tavola rotonda parteciperanno, tra gli altri, Gianfranco De Cataldo, autore del romanzo «I traditori» e sceneggiatore del film di Mario Martone «Noi credevamo» (ancora incerta la presenza del regista, impegnato in teatro a Torino) e gli scrittori Antonio Scurati Eraldo Affinati, cbe dibatteranno di questioni attuali con storici e critici letterari, da Giovanni Sabbatucci a Raffaele Romanelli, da Biancamaria Frabotta a Sergio Campailla. Eroi, gesti, simboli, miti, esperienze di vita e di scrittura, esili, fughe, carceri, oppressori, invasori, amicizie, incontri segreti, libri, palcoscenici: alle diverse sessioni («L'Italia verso l'Unità», d protagonisti del Risorgimento», d libri/le parole», «I luoghi/la musica/le immagini») parteciperanno esperti di storia, letteratura, arte e musica, che ricostruiranno il contesto storico-culturale del periodo preunitario e fino al 1861. Il convegno si fonda su un orizzonte di indagine che considera l'Unità come processo nato già a fine Settecento con la presenza dei Francesi in Italia. Altro nodo tematico, il ruolo preponderante e ancora poco noto svolto da letterati, artisti, attori e musicisti. Nella prima sessione, presieduta da Rosario Villari, gli italianisti Amedeo Quondam e Andrea Battistini confronteranno la loro prospettiva letteraria con quella di due importanti storici dell'età napoleonica e del Risorgimento, Anna Maria Rao e Alberto Maria Banti. Tra i tanti protagonisti cui il convegno dà spazio, Verdi (relazione di Philip Gosset), Cavour (Guido Pescosolido), Vittorio Emanuele (Catherine Brice), Mazzini (Mario Di Napoli). E ancora, Foscolo (Silvia Tatti), Mameli (Giuseppe Monsagrati), Cristina di Belgiojoso (Francesca Cantù), Nievo (Giulio Ferroni). Dai protagonisti, alle idee: federalismo (Marina Formica), il primato (Novella Bellucci), la costruzione di storie letterarie (Gabriele Pedullà) e artistiche (Orietta Rossi Pinelli), le società segrete (Gianmario Cazzaniga). Parte del convegno anche interventi sulla lingua (Pietro Trifone), sulla letteratura nazionale e popolare (Anna Nozzoli), sul significato di parole chiave (Anna Maria Lasastia, Franca Sinopoli). Chiude la sessione su luoghi, musica e immagini, con interventi di Piero del Negro, Luca Zoppelli, Antonio Rostagno, Paolo Mattera e Luigi Bizzarri. Legata al convegno anche la pubblicazione del volume «Vite per l'Unità, artisti e scrittori del Risorgimento civile», a cura di Beatrice Alfonzetti e Silvia Tatti (Donzelli editore), con dodici studiosi a ripercorrere altrettante figure di grandi testimoni e protagonisti del tempo, patriote, patrioti, letterati, politici, attori, musicisti, i quali con versi o con spade, in teatri o piazze, in patria o in esilio, si mossero sull'infuocato palco di anni cruciali della nostra storia con l'obiettivo di fare un'Italia che non c'era.