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Carlo Levi

Paesaggi 1926-1974

Lirismo e metamorfosi della natura

A cura di Pia Vivarelli, con un saggio di Gigliola De Donato e uno di Giuseppe Sacerdoti e una testimonianza di Franco Sacerdoti

Cataloghi
2001, pp. 101, con 33 tavole a colori fuori testo e 33 riproduzioni in b/n nel testo

ISBN: 9788886175739
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Scheda libro

Il tema del paesaggio, urbano e naturale, è una delle componenti fondamentali della complessiva produzione pittorica di Carlo Levi, che, dal 1926 al 1974, realizza una serie numerosa di dipinti dedicati alle città o alle realtà geografiche con cui l'artista ha più intensi rapporti: Torino, Alassio, Parigi, Londra, la Lucania, Roma. Grandi città e piccoli paesi, documentati in questo volume da 33 dipinti, che costituiscono le tappe di un lungo percorso non solo biografico. Le 33 tele sono, infatti, i momenti di un racconto ininterrotto di luoghi e di spazi, ma anche di legami affettivi e di esperienze culturali. Negli anni venti il contesto urbano è interpretato in chiave di sottile lirismo, con la raffinatezza di uno stile elaborato sugli esempi della metafisica italiana e delle novità postimpressioniste francesi. Nei decenni successivi il rapporto con la natura diventa intensamente emotivo e si concretizza in opere caratterizzate da una cromia violenta e da pennellate corpose, veloci e frammentate. Nell'ultimo periodo di attività, infine, l'artista si concentra sul tema dei carrubi di Alassio, che sono per Levi la testimonianza diretta di un'animazione che pervade tutta la realtà e che, annullando i livelli diversi di esistenza tra mondo umano, mondo vegetale, mondo animale, mondo inanimato, si visualizza anche nelle forme di una natura in metamorfosi.

Autore

Carlo Levi

Scrittore, pittore e politico, Carlo Levi è stato uno degli intellettuali di spicco del Novecento italiano. Antifascista, tra il 1935 e il 1936 fu condannato dal regime al confino in Lucania, e da quell’esperienza nacque Cristo si è fermato a Eboli, oltre a un indissolubile legame con il paese di Aliano, dove volle essere sepolto alla sua morte, nel 1975. La sua eclettica attività creativa e politica, dal dopoguerra in poi, fu intensamente intrecciata a quella di instancabile viaggiatore e, tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni settanta, intraprese una serie di viaggi che lo portarono in Russia, India, Cina, Stati Uniti e Cile.