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L'agricoltura piemontese nel XX secolo

Renata ALLIO e Luigi CASTELLANI (a cura di)

Coordinamento di Vittorio Viora di Bastide. Introduzione di Silvano Scannerini. Saggi di Renata ALLIO, Luigi CASTELLANI, Giovanni TOURNON, Attilio BOSTICCO, Luigi LISA, Antonio FINASSI, Giusi MAINARDI, Attilio SALSOTTO

2001, pp. XIII-250, rilegato

ISBN: 9788886175685
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Scheda libro

«Un'opera autorevole dedicata al Piemonte agricolo del XX secolo induce alla riflessione per i suoi molteplici significati nell'ambito delle scienze agrarie e delle prospettive dell'agricoltura nella regione. Il mondo agricolo-forestale piemontese è oggi importante e variegato; si scontra con innegabili difficoltà, ma garantisce produzioni di eccellenza in campo viticolo, frutticolo, risicolo, essenziero, lattiero-caseario e zootecnico. Malgrado tutto ciò, nel settore agricolo della nostra regione si assiste a una continua diminuzione di occupati. Questa emorragia, iniziata in tempi lontani, dipende dal miglioramento della meccanizzazione e delle tecniche colturali, che implicano una diminuzione degli addetti, ma anche da uno sviluppo competitivo dell'industria e del terziario visti in opposizione all'agricoltura. Non c'è da sorprendersi se si è così verificata una fuga della popolazione dalla terra e particolarmente dalle aree marginali. Affermare la centralità del mondo agricolo anche negli anni 2000 non è una nostalgia arcadica né la difesa di un assistenzialismo da "riserva indiana". Agricoltura e selvicoltura sono le uniche attività umane capaci di utilizzare l'energia solare per distribuirla agli esseri viventi attraverso la fotosintesi. Questa è la "causa prima" per cui le attività che producono ricchezza ma depauperano le risorse degli ecosistemi creano in economia un valore negativo. Un'oculata gestione agro-forestale, in cui si inserisca armonicamente e non come corpo estraneo quella dei parchi naturali, ha quindi una solida giustificazione sia per l'economia sia per la qualità della vita».

(dall'Introduzione di Silvano Scannerini, Presidente dell'Accademia di Agricoltura di Torino)