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Globalizzazione, istituzioni e coesione sociale

A cura di Felice Roberto Pizzuti

Introduzione di PIZZUTI. Interventi di BASU, CIAMPI, DE CECCO, FARINA, FITOUSSI, FRANZINI, GIRRE, HUGHES, MARZANO, MILONE, ONOFRI, OPPENHEIMER, PADOAN, PIZZUTI, SANNA-RANDACCIO, SCHIATTARELLA, SIMONAZZI, STANDING, VIANELLO

Meridiana
1999, pp. XXXI-284

ISBN: 9788886175463
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Scheda libro

«Globalizzazione» è diventata, negli ultimi tempi, una sorta di parola magica, sotto la quale si raccolgono tutti quei complessi e contraddittori processi che caratterizzano gli ultimi sviluppi del sistema mondiale della produzione e degli scambi. I saggi qui raccolti, originariamente presentati sotto forma di relazioni a un Convegno internazionale svoltosi presso l'Università La Sapienza di Roma, si propongono di fare il punto su questo insieme di temi, partendo dalla constatazione che già altre volte, nella storia, si è assistito a una forte accelerazione della integrazione dei processi economici tra aree politiche e sociali diverse e distanti. Nasce da qui l'esigenza di comparare la situazione attuale, nei suoi aspetti reali e finanziari, con altri contesti, e in particolare con una precedente esperienza storica di accentuata integrazione economica internazionale, quale quella che si verificò tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. Un aspetto che sembra caratterizzare maggiormente la globalizzazione in atto, rispetto a quel precedente, è costituito dallo sviluppo degli investimenti diretti all'estero, e dai connessi processi della delocalizzazione produttiva. Tra le questioni più dibattute della globalizzazione vanno considerate le preoccupazioni per i suoi effetti sui mercati del lavoro dei paesi sviluppati. D'altra parte, l'allargamento dei mercati e l'aumento della concorrenza tra i produttori costituiscono elementi da cui dovrebbero discendere effetti positivi per i consumatori e per l'efficienza economica complessiva. Da queste valutazioni contrastanti nascono alcune domande: quali sono gli effetti che stanno prevalendo e quelli che prevarranno? Che funzione occupano le istituzioni nazionali e internazionali nel nuovo contesto di ampliamento sovranazionale dei mercati e di multinazionalizzazione delle imprese? Come strutturare - ed è il tema specificamente affrontato da Carlo Azeglio Ciampi - un sistema monetario internazionale in grado di garantire uno sviluppo equilibrato delle economie della globalizzazione e una "cultura della reciprocità"? In quest'ambito, una questione specifica è quella del ruolo svolto dagli istituti dello stato sociale. Rappresentano essi una fonte di spese che aumenta il costo del lavoro e riduce la competitività dei paesi sviluppati di fronte alla concorrenza dei paesi emergenti? E per conseguenza, è opportuno procedere a tagli anche drastici del welfare state, come sostiene la tesi del dumping sociale? Oppure la presenza di consistenti sistemi di welfare pubblici favorisce gli aumenti di produttività, la capacità d'innovazione e la coesione sociale, elementi utili a fronteggiare le nuove esigenze poste dalla globalizzazione?