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Augusto Placanica

Storia dell'olio d'oliva in Calabria dall'antichità ai giorni nostri

Cataloghi
2000, pp. VII-183, con illustrazioni in b/n nel testo e 16 di tavole a colori fuori testo, rilegato

ISBN: 9788886175425
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Scheda libro

La Camera di Commercio di Cosenza, da poco rinnovata nei suoi organismi istituzionali, ha ritenuto non solo utile, ma particolarmente opportuno promuovere e diffondere la pubblicazione di questa ampia monografia storica sull'olivo e sull'olio in Calabria. Si tratta di un lavoro originale, affidato alle mani esperte di uno dei nostri più valenti e accreditati storici, che ci informa in modo approfondito e insieme assai godibile circa le avventure dell’olio di Calabria, dai tempi più remoti ai giorni che stiamo attraversando. L'occasione immediata ci è data dalla concessione del prestigiosissimo marchio DOP, del quale gli oli della Provincia di Cosenza - sempre che rispondano ai requisiti rigorosamente pretesi - potranno d'ora in avanti fregiarsi, nella Regione, in Italia e nel mondo. Ma di fronte a una coltura così tipicamente mediterranea, e che risale a così antiche glorie (dalla mitica Israele alla Grecia classica, e via via fino al furioso dirompere della rivoluzione industriale tra Sette e Ottocento) era veramente ora che la Calabria - che ha sempre avuto l'olivo e l'olio nel cuore, fin dai primi passi della sua civiltà - amasse ripercorrerne il cammino su questa antica terra, su cui, tanti secoli prima che il mondo diventasse civile sotto Roma, gli italioti di Sibari, di Crotone, di Squillace, di Locri, di Reggio, di Temesa, avevano riconosciuto nell'olio di Calabria il nerbo stesso della propria ricchezza. Poi vennero i Bruzii di Cosenza, e poi i Bizantini, e poi via via la storia di intere dinastie e di interi regni, che ha visto, l'una dopo l'altra, generazioni faticosamente e ostinatamente chine a lavorare l'olivo e a produrre e smerciare oli calabresi di ogni tipo e per i più diversi impieghi. È stato detto che i popoli che non si chinano rispettosi a interrogare il proprio passato sono destinati a riviverlo in una versione meno felice. Gli Stati del mondo attuale, più ricchi e più evoluti, rispettano la propria storia, amano la propria storia: che è storia di gioie e di dolori, di delusioni e di speranze. Ma come si può guardare con fiducia all'avvenire se manca uno sguardo incoraggiante che si spinga fino alle proprie antiche Madri e ai propri antichi Padri? Lì, annidata in quelle remote compagini ormai affidate alle cure degli storici, sta la nostra dignità. Nel momento in cui il nostro olio sta per conquistare - ne siamo certi - spazi sempre più ampi e qualificati, sorretto da ambizioni più alte, noi abbiamo un duplice compito: da un lato tornare alle tradizioni della migliore (e spesso nascosta) Calabria olivicola, fatta di campi e latifondi, boschi e dirupi, casolari e chiesette, con i minuscoli trappeti celati tra le mille fronde, sempre incerta tra la fatica e la sopravvivenza, con sforzi immani ma con respiro scarso per attingere la modernità e la redditività dell'economia di mercato; e dall'altro lato, sulla scia delle attuali conquiste della economia e della società democratiche, che hanno eliminato definitivamente le antiche barriere dell'autoconsumo e dello sfruttamento, mirare in alto, e cioè stare in gara da pari a pari con le più felici e rinomate regioni dell'olio. Non manca ai calabresi l'intelligenza creatrice, non manca un ambiente propizio, né la voglia di lavorare, per realizzare un olio più nobile e fine, per una Calabria più evoluta e civile.

Autore

Augusto Placanica

Augusto PLACANICA, nato a Catanzaro nel 1932, è professore ordinario di Storia moderna all'Università di Salerno. Tra i suoi fondamentali lavori sulla storia della Calabria in età moderna e contemporanea sono da ricordare All'origine dell'egemonia borghese in Calabria, Salerno-Catanzaro 1979; Moneta prestiti usure nel Mezzogiorno moderno, Napoli 1982; La Calabria nell'età moderna, Napoli 1985-88, 2 voll. Nel 1985 ha curato, insieme con Piero Bevilacqua, il volume collettivo della Storia della Calabria Einaudi. Le sue ricerche sul terremoto calabro-messinese del 1783 hanno dato vita ai volumi L'Iliade funesta, Roma 1984, e Il filosofo e la catastrofe, Torino 1985. Più di recente, ai lavori di storia economica e sociale ha affiancato lo studio dei fatti culturali e degli universi percettivi, pubblicando Segni dei tempi, Venezia 1990, e, per l'editore Donzelli, i volumi Storia dell'inquietudine, Roma 1993, e Millennio, Roma 1997. Per Meridiana Libri ha pubblicato Storia della Calabria dall'antichità ai giorni nostri, ora riedita da Donzelli, Roma 1999.