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Le fondazioni bancarie

Un patrimonio alla ricerca di uno scopo

Carlo BORZAGA e Fabrizio CAFAGGI (a cura di)

Premessa di Luciano Barca. Interventi di M. ANOLLI, L. BARCA, B. BISES, C. BORZAGA, F. CAFAGGI, V. FICARI, L. GANDULLIA, G. GUZZETTI, P. IAMICELLI, R. LOCATELLI, A. MACCHIATI, M. MESSORI, P. RESCIGNO, F. VELLA, A. ZOPPINI

Meridiana
1999, pp. XIX-216

ISBN: 9788886175388
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Scheda libro

Quale ruolo possono assumere nel prossimo futuro le fondazioni di origine bancaria? In che modo l'ingente patrimonio derivante dal processo di privatizzazione delle più grandi banche italiane potrà essere messo a disposizione della collettività per usi che siano economicamente corretti ma anche socialmente apprezzabili? Il dibattito su questi temi interviene nel vivo di uno scontro ancora del tutto aperto, e lo stesso parlamento italiano ha in corso una sistematizzazione legislativa della materia. Ma non si può non rilevare un certo ritardo nella discussione, che ha conosciuto più la preoccupazione di sistemare quelli che apparivano come «oggetti residuali», che non quella di aprire una grande e approfondita discussione sul settore non-profit, sui suoi canali di finanziamento, sulle sue redditività e i suoi obiettivi sociali. Questo libro è il frutto del lavoro di un gruppo che si è progressivamente venuto costruendo e strutturando attorno all'obiettivo di raggiungere una chiarezza di impostazione sul tema, e insieme di costituire, nel senso più positivo e nobile del termine, una sorta di lobby, un gruppo di pressione e di controllo capace di orientare il dibattito politico e anche le scelte legislative. Il volume stesso segnala il carattere positivo della discussione in corso, ma anche la persistenza di limiti e angustie che rischiano di pesare sul futuro, relegando questo nuovo istituto in una posizione marginale o subalterna. Le fondazioni di origine bancaria possono avere invece un ruolo strategico e cruciale nel monitorizzare e tutorare le organizzazioni non-profit, che per definizione sono fortemente motivate verso gli scopi sociali del loro intervento, ma altrettanto poco attrezzate nel perseguimento di criteri di efficienza e di rigore nella loro gestione. Un ingente patrimonio pubblico potrà trovare così la sua giusta collocazione, badando a conservarsi secondo i massimi criteri di «economicità», e contribuendo a sviluppare quei settori dell'attività e della vita collettiva che sempre più qualificano una società civilmente ordinata.