Francesco Ramella

Cuore rosso?

Viaggio politico nell'Italia di mezzo

Saggine
2005, VI-234 pp.

ISBN: 9788879899468

€ 13,50  € 12,83
  • Aggiungi al carrello Aggiungi al carrello Aggiungi al carrello
Scheda libro

È ancora «rosso» il centro del nostro paese? Cosa è cambiato e cosa sta cambiando nel modello politico-elettorale delle quattro regioni dell’Italia di mezzo che – da quando è nata la Repubblica – hanno rappresentato il fortilizio della sinistra italiana? In una stagione in cui si susseguono scadenze elettorali strategiche ai fini del futuro assetto di governo dell’intero paese, questo volume fa il punto sullo stato della questione, esaminando in particolare le dinamiche degli ultimi dieci anni e più da vicino la fase più recente. Anche dopo la fine del Pci, l’avvento della «seconda Repubblica» aveva conosciuto una sostanziale riconferma dei consueti equilibri a favore della sinistra, lasciando ipotizzare un’inalterata continuità con il passato. Questo almeno fino al 1999, cioè alla sconfitta del centro-sinistra nella «capitale storica» delle regioni rosse: Bologna. Da allora si è aperta una fase più mobile e contraddittoria, i cui esiti non appaiono scontati. Il libro affronta il tema delle trasformazioni della cosiddetta «subcultura territoriale rossa», anche alla luce del contemporaneo crollo della subcultura «bianca» del Nord-est. L’ipotesi avanzata è quella di un progressivo scongelamento della «subcultura rossa», che tende a svincolare gli elettori dalle logiche politiche e organizzative del voto di appartenenza, rendendo più mobili i comportamenti elettorali e più aperta la competizione politica. Resta ferma tuttavia l’idea di un modello di governo teso a equilibrare crescita economica e coesione sociale, che continua a rappresentare il vero punto di forza della sinistra in queste regioni. In ogni caso, nella sfida aperta per il governo del paese, l’Italia di mezzo avrà un ruolo quanto mai cruciale.

Autore

Francesco Ramella
Franco Ramella, scomparso nel 2020, è stato uno dei più innovativi storici contemporaneisti a livello europeo. Studioso della storia del lavoro nell’industrializzazione italiana nel corso dell’Otto e del Novecento e specialista delle migrazioni interne in Italia, ha fatto parte del gruppo di storia sociale raccolto attorno a Giovanni Levi, allora docente a Torino, che avrebbe dato vita alle pratiche della «microstoria». Nel 1981 ha avviato con la moglie Luciana Benigno un’ampia ricognizione internazionale sulle fonti per la storia dell’emigrazione biellese tra archivi e centri di documentazione negli Stati Uniti, in Argentina e in Francia.