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La rete possibile

I trasporti meridionali tra storia, progetti e polemiche

A cura di Leandra D'antone

Contributi di Giulio E. Cantarella, Michele Capriati, Domenico Cersosimo, Pietro Ciucci, Pierluigi Coppola, Leandra D'Antone, Domenico Gattuso, Bruno Filippo Lapadula, Agostino Nuzzolo, Silvio Pancheri, Laura Raimondo, Francesco Russo

Meridiana
2004, pp. XIV-160

ISBN: 9788879898997
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Scheda libro

Una priorità delle politiche pubbliche nella costruzione ottocentesca del nostro Stato-nazione è stata l’integrazione di tutte le regioni italiane attraverso una strutturata rete di trasporti ferroviari e marittimi tra loro connessi. Ciò ha consentito una partecipazione protagonista delle regioni meridionali alla formazione della ricchezza nazionale e la presenza di prodotti italiani nei mercati esteri, che con qualche discontinuità si è protratta fino agli anni cinquanta del Novecento. Oggi, al contrario, manca nel Mezzogiorno un sistema di trasporti capace di dare respiro e visibilità alle molte energie produttive e risorse esistenti, sfruttando le occasioni storiche offerte dalla formazione e dall’allargamento dell’Unione Europea, nonché dalla crescente centralità del Mediterraneo negli scambi tra Occidente, Europa ed Estremo Oriente. La realizzazione di un sistema di connessioni materiali e immateriali di qualità è fondamentale per il consolidamento dei recenti successi e per la stessa credibilità delle politiche di network e di sviluppo comunitarie e nazionali. La rete è possibile, ma ciò richiede piena consapevolezza della posta in gioco negli attuali scenari, tempestività e sinergie, soprattutto da parte delle regioni interessate. Storici, economisti, progettisti e tecnici dell’Amministrazione pubblica tracciano in questo volume una ricognizione dei sistemi di trasporto integrati con i corridoi pan-europei, l’area balcanica e lo spazio euro-mediterraneo, considerando soprattutto la loro coerenza con gli obiettivi dello sviluppo e della coesione. L’osservazione ravvicinata riguarda due snodi di eccellenza: uno di accertato successo, il porto di Gioia Tauro, e uno di possibile successo, il ponte sullo Stretto di Messina, già ipotizzato alle origini dell’Italia unita come parte dei collegamenti ferroviari nazionali. Il ponte di oggi viene inquadrato nella sua funzione di elemento di qualificazione dell’intero sistema di connessioni dei principali assi tra regioni meridionali, grandi corridoi e nuovi mercati mediterranei.