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Prosper Merimee

Tutti i racconti

Carmen, Colomba, La Venere d'Ille...

Traduzione di Annalisa Comes

Fiabe e storie
2004, pp. VI-662, rilegato

ISBN: 9788879898959
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Scheda libro

«Tornata in sé, rivide il fantasma – o la statua – immobile, le gambe e la parte inferiore del corpo nel letto, il busto e le braccia tese in avanti, e fra le braccia il marito, anch’egli immobile. Un gallo cantò. Allora la statua scese dal letto, lasciò cadere il cadavere e uscì. Madame Alphonse si attaccò al campanello…».

Tra i maestri del racconto ottocentesco, un posto d’onore spetta a Prosper Mérimée, la cui fama universale non a caso è legata a una novella, Carmen, che dopo la trasposizione musicale di Bizet è divenuta uno dei grandi luoghi narrativi e identitari dell’Ottocento europeo. Ma Carmen è solo uno dei numerosi racconti usciti dalla penna dello scrittore francese, che per la prima volta vengono qui proposti in un’edizione italiana integrale: i notissimi Colomba, La venere d’Ille, Lokis, ma anche La perla di Toledo, Mateo Falcone, Il vaso etrusco. In tutto, ventisette racconti. è proprio nella forma breve del racconto che Mérimée riesce meglio a esercitare la sua vivida inventiva sulla materia che più predilige: caratteri violenti ed epoche forsennate, avvelenamenti e incesti, fuorilegge e malvagità, contrabbandieri e bohémiens. E accanto a tutto ciò, l’inestinguibile curiosità per la psicologia e l’amore per il folklore, il gusto per il magico e per le diavolerie e, in cima a ogni cosa, la passione per l’esotico. Non a caso Mérimée fu anche un grande viaggiatore e un instancabile reporter. La Corsica, l’Italia, la Lituania, la Spagna fanno da teatro a tanta parte delle sue storie, in cui l’amore per la vita è alla costante ricerca di un equilibrio, con la profonda convinzione che «lo spazio umano è turpe». Scorre così sotto i nostri occhi la partitura integrale di un maestro assoluto del genere «racconto», di cui l’amico Stendhal ebbe a dire: «Il più grande: forse non quanto a cuore, ma di sicuro quanto a testa».

Autore

Prosper Merimee

Prosper Mérimée (Parigi 1803 - Cannes 1870), figlio di un pittore e storico dell’arte, ebbe un’educazione non conformista. Fu amico intimo di Stendhal. La sua prima opera è il Teatro di Clara Gazul (1825), un divertissement letterario in cui affiorano gli influssi della letteratura spagnola e britannica. Del 1827 è invece una raccolta poetica di ballate, La Guzla. Tra le opere narrative, le più note sono il romanzo storico Cronaca del regno di Carlo ix (1832) e una lunga serie di racconti, da Mateo Falcone (1829) alla celeberrima Carmen (1845). La sua narrativa segna il passaggio dal romanticismo al realismo. Negli anni cinquanta dell’Ottocento, pur continuando (ma con minor successo espressivo) nell’attività di narratore, Mérimée si dedicò soprattutto agli studi storici e archeologici. Amico della madre dell’imperatrice Eugenia, divenne prima ispettore dei monumenti, poi senatore e accademico; fu un personaggio di spicco della corte di Napoleone III.