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Ecologia della musica

Saggi sul paesaggio sonoro

A cura di Antonello Colimberti

Saggi di R. BARBANTI, G. BOHME, P. ERMEL, S. FELD, M.A. HARLEY, M. JOUSSE, B. KRAUSE, A. MAYR, A. NAESS, D. ROTHENBERG, R.M. SCHAFER, M. SCHNEIDER, G. WAGSTAFF

Saggi. Arti e lettere
2004, pp. XXXII-174, rilegato

ISBN: 9788879898478
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Scheda libro

A quasi trent’anni di distanza dalle prime ricerche ed esperienze condotte a Vancouver dal compositore e teorico canadese R. Murray Schafer e dai suoi collaboratori, gli «studi sul paesaggio sonoro» (soundscape studies) hanno al loro attivo un notevole corpus di elaborazioni teoriche e un buon numero di indagini sul campo. Più o meno a partire dallo stesso periodo in cui è nata l’attività di ricerca e di teorizzazione sul paesaggio sonoro, si è sviluppata anche una produzione sonora di «musica ambientale» che, in varie forme e in parallelo alle correnti di arte ecologica, ha posto il rapporto con l’ambiente al centro del processo creativo. La concomitanza della nascita delle due nuove pratiche culturali costituisce lo sfondo e lo stimolo per avviare una riflessione sullo statuto che l’attività musicale ha avuto nella civiltà occidentale e sulla sua condizione attuale. Le opposte vie che gli uomini hanno seguito nel pensare e fare cultura, riassunte dall’antropologo Claude Lévi-Strauss nella dicotomia fra primitivi e civilizzati, valgono anche per la musica. Se la cultura occidentale è stata storicamente la culla e il centro propulsore (fino all’attuale «occidentalizzazione del mondo», secondo l’espressione di Serge Latouche) del secondo polo della dicotomia, la novità degli ultimi anni è che un sempre più consistente numero di studiosi e musicisti sta mettendo in questione i fondamenti di tale scelta, favorendo il sorgere di una disciplina, l’«Ecomusicologia», nella quale nuovi e antichi saperi e pratiche possano trovare una nuova sintesi.