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Giovanni Cacciavillani

Baudelaire

La poesia del male

Universale
2003, pp. 96

ISBN: 9788879897570
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Scheda libro

Baudelaire è il poeta della modernità: vale a dire il poeta della coscienza infelice. Ogni amore è misto a odio, ogni felicità si mescola con l’infelicità. Baudelaire è pertanto il poeta dell’ambivalenza e della congiunzione degli opposti, il poeta dell’ossimoro. Que-sta intima disposizione è epocale: trascende la soggettività per diventare il marchio dell’umana condizione in un mondo in cui imperano il tecnicismo e il progressismo. Una tale ferita non poteva non sollecitare il lato melanconico di Baudelaire, già colpito profondamente dal mondo femminile, dalla madre in particolare. Allora il suo libro poetico sarà – come egli dice – «atroce», nero. Ma la coscienza della finitudine gli impone un limite: abbandonato il mondo del dandismo, egli si apre alla pietà verso i diseredati e i marginali di ogni dove, quelli che hanno perduto «ciò che non si ritrova più». Così è il problema della morte ad autenticare il dettato poetico di Baudelaire, il più grande poeta dell’Ottocento, a renderlo struggente, straziante, disperato e insieme coraggioso, eroico. «In fondo all’ignoto per trovare il nuovo». Pervasa di una musicalità ora aspra e stridente, ora cullante e tersa, la «poesia del male» di Baudelaire espone un mondo che evoca l’inferno dantesco entro la perfezione formale dei versi di Petrarca.

Autore

Giovanni Cacciavillani

Giovanni Cacciavillani è professore ordinario di Lingua e Letteratura francese presso l’Università «Ca’ Foscari» di Venezia. Fra i suoi ultimi volumi ricordiamo: La malinconia di Baudelaire (2000), La civiltà letteraria francese. Un profilo (2002), Proust e l’adorazione perpetua. Il racconto della «Recherche» (2003), «Questo libro atroce». Commenti ai «Fiori del Male» (2005).