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Gabriele De Rosa

La passione di El Alamein

Taccuino di guerra (6 settembre 1942 - 1°gennaio 1943)

Saggine, n. 59
2002, pp. 79

ISBN: 9788879897563
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Scheda libro

È una vera gemma, un autentico fiore del deserto, questo diario della battaglia di El Alamein. Un grande storico, uno dei padri nobili della nostra Repubblica, lo ha tenuto gelosamente nascosto tra i suoi ricordi più cari, per sessant’anni. Lo aveva portato con sé, nel 1942, quando, universitario arruolatosi come sottotenente dei Granatieri, aveva deciso di far parte della compagnia che aveva scelto il fronte di guerra africano come destinazione. Che cosa ha suggerito ora all’autore, dopo tanto tempo, di vincere la ritrosia, di staccarsi dalla dimensione intima del ricordo, e di rendere pubbliche – finalmente – quelle pagine lasciate così a lungo a sbiadire? La risposta sta forse nel sentimento più forte che quei fogli ancora sprigionano: un autentico, genuino, scabro, e per ciò stesso del tutto anti-retorico, amor di patria. Un sentimento che ha per lungo tempo rifiutato di manifestarsi per non essere confuso in nessun modo con le retoriche della guerra nazionalista, o più di recente con quella ondata revisionistica che ha voluto attribuire all’Italia della Resistenza una vocazione opportunistica, uno stare alla finestra, in attesa di vedere quale fosse il vincitore di turno. La «passione» di El Alamein non è fatta di alcun compiacimento guerresco, non si alimenta del mito politico della ricerca di un primato o di una egemonia. Ha piuttosto qualcosa che unifica identità, senso del dovere e pietas cristiana: un sentimento dignitoso e doloroso della guerra – e della sconfitta – che si tiene lontano dal disfattismo ma non cede mai alla tentazione dell’eroismo. E in effetti, di scienza militare, di tattica, di manovre, nel diario c’è molto poco. C’è piuttosto la guerra nella sua immediatezza, nel suo concitato manifestarsi, nel groviglio delle confusioni che comporta la stessa intensità della battaglia. Ne risulta dilatata, e come esaltata, la forza della scrittura. Se non si avesse il timore di sminuirne il senso storico e civile, si potrebbe dire che il taccuino di El Alamein di Gabriele De Rosa è un piccolo capolavoro di scrittura, una delle più alte testimonianze letterarie dell’Italia di quella stagione.

Autore

Gabriele De Rosa

Gabriele DE ROSA, già docente di Storia contemporanea nelle Università di Padova, Salerno e Roma, è stato senatore della Repubblica (1987-94) e deputato alla Camera (1994-96). È presidente dell’Istituto Luigi Sturzo.

Recensioni
Dino Messina, Corriere della sera, 13/02/2003

De Rosa: ho scoperto la patria a El Alamein