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Diritto penale minimo

Umberto CURI e Giovanni PALOMBARINI (a cura di)

Contributi di: M.Cacciari, G.Cascini, N.Colajanni, U.Curi, L.Eusebi, L.Ferrajoli, P.Ferrua, A.Gialanella, C.F.Grosso, L.Hulsman, G.Insolera, A.Manna, T.Mathiesen, G.Mosconi, M.Palma, G.Palombarini, M.Pavarini, S.Senese, G.Viglietta.

Saggi. Storia e scienze sociali
2002, pp. X-420

ISBN: 9788879897105
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Scheda libro

Ha senso interrogarsi oggi sulle funzioni del diritto penale e sulle ragioni della pena? E parlare di una radicale riforma del sistema penale nella prospettiva del diritto penale minimo? Sembrerebbe di no, a guardarsi intorno. Se, infatti, una parte della cultura giuridica, considerando impossibile una simile radicale riforma, reputa sostanzialmente inutile quella riflessione, d'altro lato, di forze politiche realmente interessate a simili problemi, nella vecchia maggioranza come nella nuova, non ve ne sono. Questo volume raccoglie gli interventi e le riflessioni non solo di docenti, ma anche di magistrati e filosofi che, pur muovendo da punti di vista diversi, si sono impegnati a configurare un percorso dal quale potesse emergere una coerente prospettiva generale di riforma del codice penale. Laddove l'opinione dominante è stata ed è tuttora quella di ricorrere alla pena, e in particolare alla minaccia del carcere, per affrontare qualsiasi questione, una parte della cultura non solo giuridica del nostro paese tenta di prospettare una strada alternativa. Si tratta innanzi tutto di individuare in questo inizio di secolo i fondamentali valori e beni per la cui tutela è indispensabile ricorrere alla repressione penale – la più importante delle forme di tutela ipotizzabili – lasciando ad altri tipi di intervento la protezione di tutto il resto. I saggi qui raccolti, nel loro insieme, si propongono di offrire un contributo di analisi e di proposta meditata e circostanziata all'elaborazione di un nuovo codice penale sostanziale. Si tratta di un lavoro problematico e difficile, ma è uno sforzo di civiltà che è necessario compiere.