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Hans Christian Andersen

Fiabe e storie

Edizione integrale tradotta e curata da Bruno BERNI. Introduzione di Vincenzo CERAMI

Fiabe e storie
2001, pp. XXXIX-1016, con 260 illustrazioni in b/n nel testo, rilegato

ISBN: 9788879896573
€ 49,90
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Scheda libro

Le fiabe di Hans Christian Andersen costituiscono un insieme narrativo che non ha uguali per forza e ampiezza di diffusione nell’ambito delle culture occidentali. Composte e pubblicate in danese fra il 1835 e il 1874, esse scaturiscono in gran parte dalla fantasia originale dell’autore e solo in minima parte dalla materia popolare cui pure, almeno inizialmente, egli dichiarò di ispirarsi. Il fatto è che - come mette in evidenza Vincenzo Cerami nell' introduzione al volume - Andersen non si limita a ripercorrere e reinterpretare il filo della grande tradizione favolistica europea, inaugurata da Basile, fissata da Perrault e ulteriormente strutturata da Hoffman. Dotato di un' inquieta tensione romantica e di un'autentica consapevolezza borghese, Andersen «cambia radicalmente la prospettiva della fiaba». Prima di lui maghi, streghe, gnomi, draghi, fate e orchi erano figure dotate di poteri speciali, dalla sapienza impenetrabile, misteriosa, ignota al lettore. Andersen, al contrario, opera una sorta di umanizzazione di animali e cose, «mettendo in scena protagonisti di sconsolata umanità, immergendosi in creature che per il semplice fatto di non esistere in natura sono segretamente afflitte da un rovello interiore». Ed ecco che il nostro autore diventa di volta in volta un abete, un salvadanaio, una lumaca, una teiera. Ecco che le sue nevrosi di adulto maturo si stemperano e si cristallizzano nella fiaba, mettendo in scena i fantasmi di una regressione verso l'adolescenza. È qui il segreto del suo planetario successo: inventare figure irreali, per poi subito immergerle nel mondo reale, nella quotidianità delle passioni e delle pulsioni. Ne deriva una conseguenza solo apparentemente paradossale: quelle di Andersen sono - anche, e forse soprattutto - fiabe e storie per grandi. È lo stesso autore a rivendicarlo con forza: «le mie fiabe sono più per gli adulti che per i bambini, che possono solo comprendere le cornici, gli ornamenti. Soltanto un adulto maturo può vedere e percepire i contenuti. La semplicità è solo una parte delle mie fiabe, il resto ha un sapore piccante». Sostenuta da questa consapevole ripulsa di ogni concessione all'ingenuità, la straordinaria padronanza narrativa dell'autore si può così distribuire sui più differenti registri di scrittura, e Andersen può scrivere qui con spirito creaturale e francescano, là con pietà e dolore, là ancora con ironia acre e cattiva: «Le fiabe mi stavano in mente come un seme - ha detto di se stesso alla fine della sua carriera di scrittore - ci voleva soltanto un soffio di vento, un raggio di sole, una goccia d'erba amara, ed esse sbocciavano». Questa dimensione complessa, piena, consapevolmente adulta, che fa delle pagine di Andersen un capolavoro della «letteratura pura», diventa finalmente percepibile a pieno da parte del lettore italiano, di fronte al corpo completo delle 156 fiabe e storie, riunite qui per la prima volta da Bruno Berni, con una cura meticolosa e appassionata, in una traduzione omogenea e integrale, condotta sull’edizione critica danese.

Autore

Hans Christian Andersen

Hans Christian Andersen (1805-1875) nasce da una famiglia poverissima a Odense in Fionia. Nel 1819, a soli quattordici anni, parte per Copenaghen con l’intento di diventare un artista. Dopo vari tentativi, approda con grandi difficoltà alla scrittura. Grazie all’interessamento di Jonas Collin, direttore del Teatro reale di Copenaghen, Andersen riesce a dotarsi di un’istruzione di base e poi a compiere viaggi in tutta Europa. Il successo arriverà solo con il romanzo L’improvvisatore (1835). Nello stesso anno, inizia a pubblicare la serie di fiabe e storie che saranno destinate a donargli fama immortale.