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Alessandro Portelli

L'ordine è già stato eseguito

Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria

Saggi. Storia e scienze sociali
1999, pp. VII-456, rilegato

ISBN: 9788879894579
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Scheda libro

Qual è il significato delle Fosse Ardeatine? Quale memoria ha lasciato la strage nazista compiuta a Roma il 24 marzo 1944, come rappresaglia dell'attentato partigiano di via Rasella, in cui il giorno prima erano morti 33 tedeschi? E quale rapporto si può istituire tra il ricordo di quella strage e l'identità collettiva di un'intera città? L'eterogeneità sociale e politica delle 355 persone uccise fa delle Fosse Ardeatine un avvenimento emblematico, che lega insieme "tutte le storie" di Roma: a cadere sotto il piombo tedesco furono infatti generali e straccivendoli, operai e intellettuali, commercianti e artigiani, un prete e 75 ebrei; monarchici e azionisti, liberali e comunisti, ma anche persone prive di appartenenza politica. Protagonista assoluta del libro è la voce diretta dei portatori della memoria: duecento intervistati, di cinque generazioni, e di diversissime estrazione sociale e politica (compresi fascisti ed ex fascisti). Il volume colloca la strage delle Fosse Ardeatine in un contesto di lungo periodo della storia della città e l'azione di via Rasella nel contesto della Resistenza. Quell'atto di guerra partigiana è presto diventato anche l'asse di una polemica che ne ha messo in dubbio l'utilità e la legittimità, e ha asserito che la strage avrebbe potuto essere evitata se i partigiani si fossero consegnati ai tedeschi. In realtà, non vi furono né il tempo, né la richiesta per la presentazione; né vale, d'altra parte, il presunto automatismo del rapporto fra azione partigiana e rappresaglia. Ciò che è certo è che a partire da quegli eventi si è scatenata una vera e propria battaglia della memoria, che ha conosciuto varie fasi, dalla guerra fredda al processo Priebke, al revisionismo storico. Le vicende personali dei superstiti e dei protagonisti (e a sopravvivere e a ricordare sono soprattutto donne) mostrano come tutti abbiano convissuto, e convivano ancora, con una drammatica eredità. Ancora oggi, in modo singolare, le Fosse Ardeatine rappresentano un banco di prova della coscienza delle nuove generazioni. Raccolte da Alessandro Portelli, con uno scrupolo che è pari alla passione civile e alla tensione letteraria, le voci di questo libro danno adito a una ricostruzione di grande respiro corale, che si struttura attorno alla elaborazione e alla fissazione di un linguaggio. Ed è il linguaggio, alla fine, a farsi storia: una storia parlata; parlata a Roma.

Autore

Alessandro Portelli

Alessandro Portelli, considerato uno dei fondatori della storia orale, ha insegnato Letteratura angloamericana all’Università «La Sapienza» di Roma ed è presidente del Circolo Gianni Bosio. Per i tipi della Donzelli ha pubblicato: L’ordine è già stato eseguito (1999, Premio Viareggio), America dopo (2003), Canoni americani (2004), America profonda (2011), Desiderio di altri mondi (2012), Badlands. Springsteen e l’America (2015), La città dell’acciaio (2017), Storie orali (2017). Ha ideato e curato, sempre per Donzelli, il volume collettivo Calendario civile. Per una memoria laica, popolare e democratica degli italiani (2017).

Recensioni
di Alexander Stille., la Repubblica, 14/03/2001

La storia e la memoria

di Salvatore Lupo, Storica, 01/04/2000

Fosse ardeatine. Lupo legge Portelli

di Gabriele Ranzato, la Repubblica, 26/03/1999

Via Rasella, logica di un azione partigiana

di Gabriella Mecucci, L'Unità, 08/03/1999

Roma 1943, il vero romanzo di via Rasella

di Alberto Crespi, L'Unità, 25/02/1999

Resistenza riabilitata

di Cesare Martinetti, LA STAMPA, 23/02/1999

"Via, via, kaputt e fu una mattanza"