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Giacomo Leopardi

Trattato delle passioni

Primo volume dell'edizione tematica dello "Zibaldone di pensieri" stabilita sugli "Indici" leopardiani

A cura di Fabiana Cacciapuoti, prefazione di Antonio Prete

Biblioteca
1997, pp. C-220, rilegato

ISBN: 9788879893503
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Scheda libro

«Non bisogna estinguer la passione colla ragione, ma convertir la ragione in passione».

(Giacomo Leopardi).

«Quanto al Dizionario filosofico, le scrissi che io aveva pronti i materiali, com'è vero; ma lo stile, ch'è la cosa più faticosa, ci manca affatto, giacché sono gettati sulla carta con parole appena intelligibili, se non a me solo... e per poterne estrarre quelli che appartenessero a un dato articolo, bisognerebbe che io rileggessi tutte quelle migliaia di pagine, segnassi i pensieri che farebbero al caso, li disponessi, li ordinassi...». La lettera con cui Leopardi risponde nel settembre 1826 ad Antonio Fortunato Stella, che gli aveva chiesto di comporre un dizionario filosofico e filologico alla maniera di Voltaire, contiene qualcosa di più di un astratto desiderio. È un preciso progetto intellettuale quello che lo scrittore di Recanati intende perseguire, e che sarà messo in atto, a partire dai mesi successivi, attraverso un rigoroso sistema di voci e di numeri, una meticolosa indicizzazione delle pagine dello Zibaldone, minuziosamente redatta su schedine di carta («polizzine»), fortunatamente conservatesi nel lascito leopardiano custodito presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. L'appassionata e rigorosa ricognizione di queste schede è stata all'origine del lavoro intrapreso da Fabiana Cacciapuoti, responsabile della catalogazione del "Fondo leopardiano" della Biblioteca Nazionale, e il cui esito - che qui si presenta - si può senz'altro definire sorprendente: non uno Zibaldone come massa informe, flusso disordinato e continuo di pensieri, meandro labirintico che tutto contiene e in cui tutto è disperso, nascosto, occultato; al contrario un testo dotato di precise chiavi di lettura, organizzabile - se non compiutamente organizzato - a partire da definiti fuochi tematici. Sono in particolare le cosiddette «polizzine non richiamate» a rivelare, nella impostazione dei titoli, come nel criterio dei rinvii, un preciso intento di progetto: Trattato delle passioni. Manuale di filosofia pratica. Della natura degli uomini e delle cose. Teorica delle arti, lettere. Parte speculativa. Teorica delle arti, lettere. Parte pratica. Memorie della mia vita. Con il volume Trattato delle passioni si dà inizio a questa edizione tematica dello Zibaldone leopardiano: edizione tematica secondo Leopardi, accompagnata da una esplicitazione di tutti i rinvii, i richiami, gli incastri di un testo che rivela così la propria precisa architettura interna. Ed è il modello del trattato settecentesco ad ispirare la scrittura leopardiana, un modello ormai forse inattingibile - e presumibilmente per questo incompiuto - verso il quale l'autore è spinto però da una imprescindibile necessità teorica. Non è difficile riconoscere in questa riaggregazione dei materiali leopardiani un vero e proprio «evento», nel senso meno effimero e più rigoroso della parola. Con questo Zibaldone il lettore di Leopardi dovrà d'ora in avanti confrontarsi.

PIANO DELL'OPERA.

I. Trattato delle passioni. II. Manuale di filosofia pratica. III. Della natura degli uomini e delle cose. IV. Teorica delle arti, lettere. Parte speculativa. V. Teorica delle arti, lettere. Parte pratica. VI. Memorie della mia vita.

Autore

Giacomo Leopardi

L’immenso manoscritto dello Zibaldone di pensieri di Giacomo Leopardi – custodito presso la Sezione manoscritti della Biblioteca Nazionale di Napoli – è costituito da un insieme di fogli singoli che Leopardi teneva in una cassetta: una cassetta che lo seguiva in ogni suo spostamento e che probabilmente arrivò a contenere, nel suo punto culminante, 4526 pagine di testi in fogli separati e numerati progressivamente, un lemmario di 555 schedine, 38 schedine (le polizzine «richiamate»), 3 indici e 7 schede di formato più grande (le polizzine cosiddette «non richiamate»), ciascuna delle quali dedicata a un percorso tematico. Quando si guardi all’insieme di queste carte – scritte lungo il corso di un quindicennio, tra il luglio del 1817 e il dicembre del 1832 – non si può non riconoscere l’intenzione del loro autore di considerare quei fogli come un universo suscettibile di diversi possibili scandagli e di differenti possibili sequenze: di più, come una sorta di macchina pensata in funzione di una sua componibilità.

Recensioni
di F. L. P., la Repubblica, 24/09/1998

Felicità e piaceri secondo Leopardi

di Michele Dell'Aquila, La Gazzetta del Mezzogiorno, 26/11/1997

Leopardi nel labirinto

di Carlo Carlino, Gazzetta del Sud, 18/11/1997

Diario poliedrico e ricerca interiore

di Alfredo Giuliani, la Repubblica, 25/09/1997

Lo scartafaccio meraviglioso

di Francesco Erbani, la Repubblica, 25/09/1997

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