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Le incerte prospettive dello stato sociale

A cura di Enzo Bartocci

Saggi di G. BARBERO, E. BARTOCCI, L. BENADUSI, R. BRUNETTA, C. COLLICELLI, M. CORSALE, V. COTESTA, C. DALL'AGATA, O. DE LEONARDIS, F. FRANZONI, B. GIULLARI, P. GRAZIOLI, M. LA ROSA, E. MINGIONE, P. SYLOS LABINI, G. VICARELLI. Introduzione di Enzo Bartocci

Centauri
1997, pp. XXII-242

ISBN: 9788879893114
€ 18,08
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Scheda libro

Uno degli interrogativi più preoccupanti che attraversano oggi non solo l'Italia ma tutte le società moderne riguarda gli sbocchi possibili della crisi dello stato sociale. La spinta di eventi economici per certi versi straordinari - come la globalizzazione dell'economia - e di innovazioni tecnologiche incalzanti sta trasformando, ridimensionandoli, i vigenti istituti di protezione sociale, producendo un'incertezza crescente sui modelli da adottare. Gli studi su questi fenomeni offrono importanti elementi di riflessione anche se non sono ancora in grado di individuare, in questa lunga transizione, le strategie più convincenti per coniugare efficienza e solidarietà. Il fatto è che, negli anni ottanta e novanta, si sono determinate in Europa forti e profonde trasformazioni per quanto riguarda il mercato del lavoro e i valori ad esso relativi. Si è manifestato inoltre in tutta la sua preoccupante realtà il fenomeno del cosiddetto «sviluppo senza lavoro». Nei paesi dell'Unione europea il tasso di disoccupazione è in aumento. Un posto di lavoro con una retribuzione dignitosa è sempre più difficile da trovare e sono ogni giorno più frequenti forme di disoccupazione nascosta etichettate con nomi fantasiosi quali «formazione» oppure «lavoro in proprio». Per quanto riguarda l'Italia, il Sud sta conoscendo picchi di disoccupazione di lunga durata e di drammatica inoccupazione giovanile, e chiede di reimpostare in termini radicalmente nuovi la questione meridionale attraverso interventi che pieghino i regolatori sociali alle proprie specifiche esigenze e potenzialità. Questi elementi di crescente complessità costituiscono la trama dei diversi contributi presenti nel volume, attraversati da un filo rosso che, dagli elementi critici ereditati dal welfare delle origini, si snoda fino a toccare i rapporti tra welfare e disoccupazione, gli aspetti sociali della disoccupazione giovanile e femminile, le sfide delle nuove povertà urbane, la funzione del cosiddetto «terzo settore» in una situazione di grave difficoltà che Stato e mercato non sono più in grado di fronteggiare.