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Charles-Augustin-BEUVE Sainte

Ritratto di Leopardi

A cura di Carlo Carlino, introduzione di Antonio Prete

Saggine, n. 23
1996, pp. 96

ISBN: 9788879892995
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Scheda libro

«Bisogna sempre appartenere al tempo in cui si vive; Leopardi vi appartenne per il contrasto stesso, per l'energico punto d'appoggio da cui moveva, protendendosi oltre e respingendolo con il piede».

Saggio, racconto di formazione, biografia intellettuale, quaderno di traduzioni. Il ritratto che Sainte-Beuve dedicò a Leopardi nel 1844 sulla «Revue des deux mondes» e che riprese poi nei suoi Portraits contemporains, consacrandone la fama internazionale, piega il discorso critico verso l'affabulazione, il giudizio verso la ricerca di una prossimità con il poeta. Un'intenzione pedagogica sembra trascorrere nelle pagine di Sainte-Beuve: mostrare ai lettori francesi - in un'epoca che ha già dissipato le accensioni romantiche - l'esempio di un poeta che nel cuore della modernità ha sperimentato le virtù, le passioni e la sapienza stessa degli antichi. Leopardi, «l'ultimo degli antichi»: custode della classicità nel cuore delle ragioni romantiche. Questa compresenza, più che una scelta di poetica, rispecchia una condizione interiore, uno stile di pensiero che Sainte-Beuve è il primo a scorgere in Leopardi, cercando di indagarne la natura. Nel ripercorrerne la biografia, la formazione, gli studi e le opere il critico francese ci restituisce un ritratto a più livelli del poeta: quasi un'indagine che procede per indizi, con costanti digressioni, allusioni, fulminanti giudizi. Pagine che restituiscono al lettore quel Leopardi di Sainte-Beuve, personalissimo e profondo, che resta tutt'oggi ineguagliato.

Autore

Charles-Augustin-BEUVE Sainte

Charles-Augustin SAINTE-BEUVE nasce a Boulogne-sur-Mer il 23 dicembre 1804. Inizia la sua carriera letteraria nel 1824 collaborando al «Globe», giornale di tendenza liberal e che appoggia il movimento romantico. Nel 1828 pubblica il Tableau historique et critique de la poésie française et du théatre français au XVI siècle. Autore di poesie e romanzi, il suo nome è legato soprattutto al mestiere di critico letterario che esercita collaborando dal 1831 alla «Revue des deux Mondes», poi alla «Revue de Paris», al «National» e al «Journal des Débats». Pubblica i Portraits lettéraires (1844), i Portraits de Femmes (1844) e i Portaits contemporains (1846). Nel 1938 tiene a Losanna un corso su Port-Royal, da cui scaturiscono importanti volumi di commento. Nel 1865 è nominato senatore; è il suo periodo di massima popolarità, in cui è amico di Flaubert, di Baudelaire, di Gautier. A lui guarda la nuova generazione di pensatori e di critici come Taine e Renan. Muore il 13 ottobre 1869.