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Hans Magnus Enzensberger

Abbasso Goethe!

Traduzione di Camilla Miglio

Narrativa (prima serie)
1996, pp. 96

ISBN: 9788879892445
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Scheda libro

«Il talkshow si svolge in sala, davanti al pubblico. I titoli scorrono su immagini di Goethe. Li legge la voce di un uomo già avanti negli anni: - Né la letteratura universale, né tantomeno la letteratura tedesca presente e futura riusciranno mai a liberarsi di me. E dunque agli amanti della storia non sarà sgradito venire a sapere come andarono davvero le cose ai nostri tempi - . Firmato: J. W. Goethe».

«Furfante, farabutto». Chi mai oserebbe immaginare oggi che epiteti del genere fossero quotidianamente riservati niente meno che al signor Wolfango Goethe? Chi è in effetti colui che a noi appare un «classico» quando sia visto con gli occhi prosaici dei contemporanei? Quale irritante e curioso amalgama di arte e vita, di apprezzamenti e pettegolezzi, di lodi sperticate e acide malevolenze? Enzensberger si è divertito a mettere il naso tra lettere e carte d'archivio, montando un pastiche che assume la forma di un talkshow televisivo sulle malefatte del Goethe autore e uomo visto dai suoi concittadini, e di un radiodramma che manda in onda l'amore-odio e infine il tragico divorzio tra Clemens Brentano, il più grande poeta del romanticismo tedesco, e sua moglie Auguste, l'unica ad avere applicato alla vita i criteri della poesia. E sul ciglio della realtà, in una finzione anacronistica in cui si incontrano gusto per la ricostruzione documentaria, amore per la poesia e riflessione sui mezzi di comunicazione di massa, si muove anche il testo di Enzensberger: «Ciò che resta dei classici è forse quel residuo che giunge a noi come risorsa inattuale». In ogni caso, «la massiccia schiera dei media simultanei ed elettronici non è riuscita a scacciare quegli spiriti anacronistici che chiamiamo poeti».

Autore

Hans Magnus Enzensberger

Hans Magnus ENZENSBERGER (Allgäu, Baviera, 1929), saggista, poeta, polemista, critico militante contro ogni militanza troppo univoca, da quarant'anni anima la cultura europea con penna pungente e mai pesante. Nelle poesie, da In difesa dei lupi (1957) a Mausoleum. Trentasette ballate tratte dalla storia del progresso (1975, trad. it. Einaudi 1979), fino a La fine del Titanic (1978, Einaudi 1980) dà vita a una personale antimitologia del moderno. Così la sua critica della cultura, che parte da Adorno ma non risparmia nemmeno il grande maestro, non teme di illuminare le contraddizioni più scomode, anche a rischio di scatenare bufere: si pensi a Questioni di dettaglio (1962, Feltrinelli 1965), Ah! L'Europa (1989, Garzanti 1990), Mediocrità e follia (1992, Garzanti 1993), La grande migrazione (1993, Einaudi 1993).