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Edoardo Esposito

Con altra voce

La traduzione letteraria tra le due guerre

Saggi. Arti e lettere
2018, pp. VI-170

ISBN: 9788868438692
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Scheda libro

Dal punto di vista della traduzione letteraria, gli anni del fascismo rappresentano un paradosso. Da un lato, l’editoria italiana va assumendo proporzioni di portata industriale e, per rispondere a una richiesta varia e sempre maggiore di nuovi testi e per contenerne al tempo stesso il costo dei diritti, ricorre al mercato estero e alle facilitazioni che ne derivano; dall’altro, si trova spesso di fronte all’ostilità del purismo e del nazionalismo che reclamano piuttosto la messa al bando degli stranieri e che, tramite l’esercizio della censura, impongono tagli gravosi o impediscono del tutto la traduzione e diffusione di alcune opere. Il volume traccia un quadro complessivo del problema sul piano politico-culturale e su quello strettamente letterario: dal rapporto fra l’editoria periodica e quella propriamente libraria all’impostazione specifica di alcune collane dei grandi editori, al dibattito che si avvia sulle modalità e la possibilità stessa del tradurre sia in ordine ai testi poetici, sia alla narrativa e al suo più largo consumo, fino all’analisi di alcune figure centrali del Novecento italiano, come Elio Vittorini o Eugenio Montale. Nel 1941 quest’ultimo scriveva sconsolato al critico letterario Bobi Bazlen: «Che faccio? Traduco per vivere. In due anni ho tradotto 3 lavori di Shakespeare, 2 romanzi di Stainbecco, 1 libro di Dorothy Parker, il Billy Budd di Melville e altre 10 novelle americane, nonché 3 Intermezzi cervantini e il dialogo dei Dos Perros del medesimo, in più un po’ di Bécquer e di Ramon Gomez de la Serna. Presto attaccherò un’antologia di De Foe per Garzanti e forse altro. That’s all». Per sbarcare il lunario, Montale fu infatti costretto a una fatica che seppe tuttavia trasformarsi, in molte delle sue pagine, in una felice acquisizione per la nostra letteratura.

Autore

Edoardo Esposito

Edoardo Esposito, docente di Letterature comparate all’Università Statale di Milano, si occupa di teoria e di letterature del Novecento. Fra le sue pubblicazioni, Poesia del Novecento in Italia e in Europa (Feltrinelli, 2000); Il verso. Forme e teoria (Carocci, 2003); Le letterature straniere nell’Italia dell’entre-deux-guerres (Pensa Multimedia, 2004). Per i tipi della Donzelli ha pubblicato, nel 2011, Elio Vittorini. Utopia e scrittura.